Processo No Expo: la difesa smonta l’ipotesi accusatoria

Scritto dasu 10 Giugno 2016

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Nell’immediatezza del corteo NoExpo svoltosi a Milano il primo maggio 2015, Mirko era stato arrestato con l’accusa di resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Secondo la ricostruzione della polizia avrebbe ferito un vice questore lanciando un sasso. Tre giorni fa è stato assolto: a processo è emerso come la dinamica dei fatti descritta dai poliziotti fosse del tutto falsa. Nel frattempo però, grazie a un sistema fatto di poliziotti bugiardi e magistrati determinati a punire gli oppositori politici, Mirko si è fatto sei mesi di arresti.

Dopo sei mesi dalla fine dell’Expo è stata poi eseguita un’ordinanza di custodia cautelare, con l’accusa di resistenza e di devastazione, nei confronti di dieci persone. Per quattro di loro è iniziato il procedimento con rito abbreviato, mentre per i sei compagni greci i giudici di Atene avevano rifiutato la richiesta di estradizione. La responsabilita’ collettiva non e’ riconosciuta nel diritto penale greco, dove peraltro non esistono i reati di devastazione e saccheggio, retaggio del fascista codice Rocco. Il pubblico ministero ha chiesto per i quattro imputati pene molto elevate – in virtù del fatto che il reato di devastazione prevede pene che vanno dagli 8 ai 15 anni -, mentre ieri c’è stata l’audizione della difesa che ha smontato l’ipotesi accusatoria. Il 14 è prevista la sentenza.

Questa mattina abbiamo sentito l’avvocato Eugenio Losco, uno dei legali degli imputati:

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