Non Una di Meno a Pisa

Scritto dasu 17 Ottobre 2017

Lo scorso fine settimana si è svolta a Pisa la quinta assemblea nazionale della Rete Non Una di Meno. In quest’ultimo anno la grande manifestazione contro la violenza maschile sulle donne del 26 novembre a Roma, lo sciopero dell’otto marzo, le tante iniziative locali hanno dato forte impulso ad un movimento che ha calcato le strade, nel segno della intersezionalità e del transfemminismo.

 

L’assemblea si è articolata in tre momenti. Il sabato mattina si è lavorato divis* in nove gruppi di lavoro per decidere le modalità di scrittura definitiva del Piano Femminista contro la violenza di genere. Nel pomeriggio nei gruppi ci si è confrontat* sui prossimi appuntamenti di lotta nei vari territori e su scala nazionale.

 

In serata è stato fatto un corteo che ha attraversato il centro cittadino.

Il giorno successivo in plenaria sono stati fatti i report dei vari tavoli e si è discusso dell’appuntamento internazionale del 25 novembre, giornata di lotta contro la violenza maschile sulle donne.

 

Ne sono emerse tante proposte di temi e date di lotta e l’esigenza di fare una manifestazione nazionale a Roma.

 

Un movimento che nei prossimi mesi dovrà affrontare una duplice sfida, quella della durata e quella dell’autonomia.

In fondo i due piani si intrecciano saldamente tra di loro.

 

Sono tante le sirene che cantano la loro canzone per sedurre un movimento che sinora è stato capace di scrivere e praticare la propria agenda, senza esserne irretito. La prossima primavera ci saranno le elezioni e le pressioni sono destinate ad aumentare.

 

In questi anni Non Una di Meno è stato l’unico movimento capace di raccogliere consensi e partecipazione forte, mettendo insieme anime e tensioni politiche diverse, pur nella radicalità di un percorso che ha fatto una scommessa alta. Attraversare i generi per farla finita con la logica binaria, autoritaria, che intrappola in un reticolo di ruoli e convenzioni le nostre vite. Non solo. Il posizionamento politico di Non Una di Meno è chiaro, nel suo sapersi intersecare con la lotta all’oppressione di classe, al razzismo, all’autoritarismo, al militarismo.

 

Non una di Meno non è una lobby femminista ma un movimento di trasformazione radicale, che pone con forza la necessità della lotta al patriarcato nelle relazioni sociali che ci attraversano e con una chiara scelta di campo politico. Una scelta che si rafforza nella costruzione di pratiche che giochino nei fatti la propria capacità di spezzare le tante forme in cui si esprime l’attacco patriarcale alla nostra libertà.

 

L’assemblea nazionale di svolta a Pisa è stata la bilancia che segna il momento. Una bilancia che resta in equilibrio. I prossimi mesi, la manifestazione del 25 novembre a Roma contro la violenza di genere, lo sciopero dell’8 marzo e le tante iniziative territoriali saranno la misura della capacità di durare e di mantenere l’autonomia che caratterizza la rete.

 

Ne abbiamo parlato con Chiara della Rete Non Una di Meno di Torino.

 

Ascolta la diretta:

 

2017 10 17 chiara nudm pisa


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