Piazza Venceslao, Praga. In piazza contro il sistema di Babiš più dimostranti del 1989

Scritto dasu 9 Giugno 2019

Si calcolano 120mila dimostranti scesi in piazza il 4 giugno sera a Praga per chiedere le dimissioni del primo ministro, Andrej Babiš, nel mirino di Bruxelles per sospetti di conflitto d’interessi relativi al suo ex impero economico. In seguito alle manifestazioni che hanno visto numerosi cittadini scendere in piazza nelle ultime settimane a Praga e in diverse città del Paese, il miliardario populista Babis è sotto forte pressione. Protestano contro la nomina di un nuovo ministro della Giustizia, che dicono potrebbe compromettere gli equilibri del sistema legale in un momento in cui i pubblici ministeri devono decidere se mettere sotto accusa Babis per presunte frodi che coinvolgono fondi dell’Unione europea.
Il malcontento della grande massa che ha attraversato Praga ha il carattere che abbiamo riconosciuto sempre più spesso nelle proteste degli ultimi anni: un popolo estenuato dall’apparato politico del suo paese, che fatica a riconoscersi nelle sue rappresentazioni parlamentari ma che non riesce in alcun modo a incanalare la rabbia in una forma politica costruens, in un’opposizione coerente.

Ne abbiamo parlato con Leonardo Benedetti, referente dell’East Journal, cercando di capire quali sono i potenziali sviluppi di queste giornate di protesta giustizialista.

Contro Babiš e il suo sistema

 

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