9 marzo. Divieto di sciopero transfemminista

Scritto dasu 3 Marzo 2020

Il governo ha decretato la chiusura delle scuole, ha posto limitazioni alla circolazione, isolato le zone rosse ma non ha chiuso le fabbriche, perché la produzione deve andare avanti ad ogni costo.
La decisione del garante di vietare gli scioperi generali indetti sino al 31 marzo assume un esplicito carattere autocratico, perché, fatta ovviamente eccezione per il settore sanitario, rappresenta una sperimentazione autoritaria, che utilizza l’epidemia come paravento per ridurre ulteriormente gli spazi d’azione dell’opposizione politica e sociale in Italia.
Lo sciopero generale femminista del 9 marzo è stato vietato nell’intero comparto pubblico, compresa scuola e trasporti. Nessun divieto per il settore privato non soggetto alle limitazioni comunque imposte a chi si è impiegato nel settore della sanità privata.
I sindacati di base hanno peraltro ritirato l’indizione di sciopero anche nei settori dove non c’erano divieti.
L’epidemia, che, grazie ai buchi della sanità e ai protocolli che non funzionano, continua ad allargarsi, diviene il pretesto per erodere ulteriori spazi di libertà a noi tutti. La paura è la chiave con la quale ci ingabbiano sempre di più.
Ce ne ha parlato Cosimo, sindacalista della CUB

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