Torino tra sfratti, militari in strada e riqualificazioni escludenti

Scritto dasu 16 Giugno 2020

Torino è la terza città per numero di sfratti in Italia. Sono migliaia ogni anno i provvedimenti di convalida degli sfratti emanati dal Tribunale.
Dopo il 2016 gli sfratti in città hanno avuto un’impennata, aumentando del 712,5 %, ossia 3.500 sfratti, superando Roma e trasformando Torino nella capitale d’Italia per numero di sfratti: 1 ogni 241 famiglie. La gran parte degli sfratti è dovuto all’impossibilità di pagare i fitti.
La situazione non ha fatto che peggiorare negli anni successivi.
Vari elementi intrecciati tra di loro contribuirono all’accelerazione della precarietà abitativa in città, la crisi del 2009, il venir meno di politiche di sostegno al reddito per i poveri, processi di riqualificazione escludente e turistificazione che si estendono dal centro alle periferie meno “eccentriche”.
La gestione governativa della pandemia ha colpito duramente precari, immigrati, piccoli commercianti, rendendo ancora più difficile pagare fitti e bollette.
La tregua agli sfratti dichiarata durante il lockdown terminerà a luglio. La giostra di polizia e ufficiali giudiziari riprenderà presto.
L’amministrazione Appendino, di concerto con Prefettura e Questura, ha deciso di aumentare la pressione militare sui quartieri della periferia nord est della città. Barriera ed Aurora sono finite nel mirino. Forse temono un’insorgenza sociale innescata dall’acuirsi della crisi sociale dopo il lockdown.

Com’è si configurerà l’abitare nella fase3? Cosa succederà nei prossimi mesi? In che modo le conseguenze della gestione della pandemia influirà su chi deve pagare il fitto? I processi di gentrification di cui abbiamo parlato in varie occasioni subiranno un rallentamento?
C’è la concreta possibilità che il mercato delle abitazioni abbia un’ulteriore contrazione, con conseguente riduzione del valore degli immobili.
Lo scoppio della bolla che oggi fa andare a gonfie vele la finanza potrebbe avere conseguenze devastanti sulle vite dei più poveri e dei ceti medi impoveriti.

Ne abbiamo parlato con Giovanni Semi, sociologo, docente all’università di Torino, autore, tra gli altri, di Gentrification Tutte le città come Disneyland?” e, con Carlo Capello, di “Torino. Un profilo etnografico”

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