02/04/2020 | Lo spaccio della bestia trionfante | L’anacoreta

“Dato l’accumularsi delle prove, l’unica ipotesi plausibile è la realtà. Dato l’accumularsi delle prove del contrario, l’unica soluzione è l’illusione“.

Non vorresti ascoltare questa trasmissione?

Cieco chi non vede il sole, stolto chi nol conosce, ingrato chi nol ringrazia; se tanto è il lume, tanto il bene, tanto il beneficio: per cui risplende, per cui eccelle, per cui giova; maestro de sensi, padre di sustanze, autor di vita.

Cosa faresti nel caso in cui, tra le migliaia di avvistamenti, una persona avesse addirittura incontrato gli occupanti, i “piloti”? E se questa persona avesse ricevuto delle informazioni da questi esseri che spiegano la storia della vita sulla Terra e gettano luce sul suo prossimo futuro? E se tutte queste informazioni fossero state pubblicate decenni fa e riconosciute da migliaia di persone, compresi scienziati e uomini di lettere?

Se non vi fossero le apparenze, il mondo sarebbe un delitto perfetto, ovvero senza delinquente, senza vittima e senza movente. Un delitto la cui verità si sarebbe ritirata per sempre e il cui segreto non sarebbe mai scoperto, per mancanza di tracce. Ma, per l’appunto, il delitto non è mai perfetto, poiché il mondo si tradisce con le apparenze, che sono le tracce della sua inesistenza, le tracce della continuità del niente.

Il niente stesso, la continuità del niente lascia infatti delle tracce. Ed è così che il mondo tradisce il suo segreto. E’ così che si lascia intravedere, pur nascondendosi dietro le apparenze.

 

 




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