“Cari compagni di Lotta continua, vi scrivo in un momento di sconforto tremendo.” (Monica) Le organizzazioni rivoluzionarie sono in crisi, la rivoluzione non é avvenuta, il capitalismo non é crollato, Andreotti e Agnelli sono sempre al loro posto. Migliaia di ragazzi e ragazze provano nuove forme di aggregazione e il risultato é il movimento del 77. Ci sono le radio militanti e autogestite come Radio Mara, Radio Tupac, Radio Apache, Radio Onda Rossa e tante altre. Ci sono i Circoli del Proletariato Giovanile, che a Torino si chiamano Montoneros, Pavone, Barabba e Cangaceiros. Rivisitiamo le voci di quel movimento nelle lettere al giornale “Lotta continua”, negli interventi a Radio Città Futura, nelle assemblee notturne dei circoli alla luce dei falò. “Mi chiamo Amanda, ho 12 anni e sono anarchica. Può sembrare strano che a quest’età abbia già delle idee, ma quando a Bologna hanno ucciso Francesco ho aperto gli occhi.” Il movimento del 77 non vuole solo più soldi e meno lavoro, ma anche più profondi e intensi rapporti sociali e personali. I suoi nemici non sono solo il padrone e il poliziotto, ma anche l’angoscia e la solitudine. “Due giorni per stare insieme, discutere e organizzarsi, per conquistare la gioia a viva forza.” Ed é anche l’unica opposizione alla linea dell’austerità e dei sacrifici portata avanti dal governo DC-PCI. Poi ci sono gli indiani metropolitani, le femministe, gli autonomi, la contestazione ai Santana al Palasport e il convegno di Bologna. Fino al giorno in cui un ragazzo brucia vivo in un bar considerato “covo di fasci”. “Io non so dare una risposta, ma quel ragazzo bruciato non lo sopporto. Non sopporto che per tanti compagni quel ragazzo bruciato sia solo una conseguenza inevitabiIe.” (Donatella) Per molto tempo a Torino non si fecero più manifestazioni. Il movimento del 77 a Torino finì il 1° ottobre. Buon ascolto.

Per una testimonianza personale:

http://www.riccardoborgogno.it/06_due_o_tre_cose.htm




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