Bello Come Una Prigione Che Brucia [29-7-2019]

Bello come una prigione che brucia

E’ stata da pochi giorni emanata la sentenza di primo grado del processo per l’Operazione Panico: la strategia repressiva volta a eradicare la conflittualità anarchica dal territorio, la narrativa di finzione e le tecnologie forensi utilizzate dalla procura per distorcere a proprio favore il materiale probatorio raccolto. Ne parliamo insieme a uno degli imputati:

 

A fine giugno, le digos di Nuoro e Sassari hanno effettuato una serie di perquisizioni giustificandole con l’art. 41 TULPS (ricerca di armi o meteriale esplodente in assenza di mandato). I raid dei ficcanaso questurini, dal chiaro intento intimidatorio, hanno coinvolto anche gli spazi del collettivo S’IdeaLibera. Ne parliamo con uno dei perquisiti:

 

All’interno del Decreto Sicurezza Bis, imperniato sulla repressione dei soccorsi in mare, delle ONG, nonché sull’insaprimento delle sanzioni per i “reati di piazza”, viene fatta rientrare una norma per potenziare il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, eliminando l’istituto della “tenuità del fatto” che ne consentiva spesso l’estinzione, ristabilendo così il monopolio sbirresco anche della violenza verbale. Un passaggio fortemente voluto dal neo parlamentare leghista Gianni Tonelli, ex-segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), noto per gli insulti ai familiari delle vittime delle FFOO e per aver sdoganato il termine “partito dell’antipolizia”, concetto funzionale alla trasmutazione dei carnefici in vittime secondo la stessa strategia del “Blue Lives Matter” statunitense.

 

Reflectacles, una risposta (un po’ hipster) alla sorveglianza di massa; “i poliziotti amano il Campanello (di Amazon)”; “Operazione Acchiappa il Grinch”; strategie di simbiosi e accreditamento di Amazon presso le forze di polizia statunitensi; riflessioni sulla non-neutralità dello sviluppo tecnologico.

 

Qui puoi ascoltare la puntata integrale (tutti gli argomenti e tutta la musica):




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