CRISTIANI DI ALLAH – LA PERLA DI LABUAN 22/5/2020

Riccardo




“Mi svegliai un attimo prima che il servo bussasse alla porta. Con delicatezza aprii la mano per liberare quella di Othmane e gli accarezzai la barba sotto il mento.” Chi racconta in prima persona é Redouane che era nato in Albania, poi era diventato un lanzichenecco e aveva incontrato il suo amore. Insieme si erano convertiti all’Islam e avevano assunto nomi arabi. “Finalmente il nostro amore era diventato libero e pubblico”. Il luogo é Algeri nel 1541 dove é ambientato “Cristiani di Allah” scritto nel 2008 da Massimo Carlotto. Sono molti i rinnegati che vivono nella capitale dei corsari saraceni che minacciano le coste italiane. Dalle scorrerie arrivano molti schiavi, e una donna attira l’attenzione di Redouane. “Quando fu certa della mia attenzione, dalla sua bocca uscirono parole che sembravano scudisciate.” Il canto é l’arma con cui Lucia riconquista la libertà, anche se sa che non potrà tornare alla vita di prima. “Ora sono solo un’ex schiava e nessun uomo vorrà amarmi, anche se saranno molti a volermi.” Sullo sfondo si dipana la guerra tra l’imperatore Carlo V e il sultano Solimano il Magnifico. Algeri é anche il luogo dove inizia, nella stessa epoca, il ciclo a fumetti di “Dago”, il nobile veneziano che perde tutto, é ridotto in schiavitù dai corsari saraceni, deve ingegnarsi per sopravvivere e infine diventa un giannizzero al servizio del sultano, creato dal paraguaiano/argentino/danese Robin Wood, con i disegni degli argentini Alberto Salinas e Carlos Gomez. Massimo Carlotto ha creato anche l’investigatore privato Marco Buratti detto l’Alligatore che vive e indaga al giorno d’oggi nel corrotto Nord-Est italiano. Buon ascolto.




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