Cronache dell’Interregno – Episodio 9 – Verso il crollo delle certezze: la crisi dell’ideologia dominante

Cattivi pensieri

“Nella cronaca di oggi, che è l’ultima di questo ciclo, parleremo della crisi dell’ideologia dominante, che attraversa in vario modo “coloro che stanno in basso”.

“[…]La crisi dell’ideologia dominante non è un semplice diradarsi di illusioni, non è la sostituzione dell’ideologia con una “coscienza vera” – impossibile fin tanto che il mondo non è radicalmente trasformato nella sua base materiale. La crisi dell’ideologia dominante è il crollo della sua efficacia, della sua capacità a restituire agli individui una rappresentazione immediatamente pregnante della loro quotidianità e delle loro aspirazioni; è l’erosione di una certa visione, di un certo modo di raccontare il mondo, in favore di una miriade di contro-discorsi inegualmente fondati, ma tutti accomunati da un rigetto delle ingiunzioni provenienti dai canali ufficiali.

Questo rigetto non esce dall’ideologia semplicemente perché tale uscita non è alla portata, è impossibile senza un movimento materiale che la sostenga. Ma è il massimo di critica e di sovversione che si può esprimere nella coscienza comune allorché il quadro del vecchio mondo è ancora vigente, la pace sociale si mantiene anche malgrado tensioni crescenti, e un cambio di paradigma – sia esso di segno riformista o rivoluzionario – si fa attendere.

È un rigetto che si insinua in tutti i settori della vita sociale, dalla politica alla storia, dal diritto alla religione, dall’alimentazione alla medicina e alla scienza in generale. In ognuno di questi ambiti ce n’è davvero per tutti i gusti, da quelli più rozzi a quelli più raffinati: dal terrapiattismo all’opposizione ai vaccini, dai complottismi più grossolani alla critica argomentata dei diktat europeisti o mondialisti, dalla nostalgia dello Stato interventista –  finanche nelle sue varianti di fascismo e di socialismo reale – fino al rifiuto in blocco di una storia sempre e comunque scritta dai vincitori. Nulla, salvo il fondamento stesso di questo mondo, il banale scambio fra lavoro e capitale, sfugge alle armi di questa critica, tanto virulenta quanto parcellare e incapace di unificarsi in una dottrina coerente e in un progetto di società nuova – e ciononostante pervasa da un’innegabile spinta all’auto-determinazione dei soggetti, quale che sia la ristrettezza del suo campo d’azione o la povertà dei suoi esiti – non da ultimo lo scetticismo radicale e in fondo paralizzante di fronte ad una realtà la cui conoscenza appare in fin dei conti impossibile.”

“[…] La crisi dell’ideologia dominante e il vuoto della politica ad essa legata suggeriscono l’approssimarsi del momento in cui gli sfruttatori non potranno davvero più vivere né governare come prima. È in simili momenti, dove le certezze crollano per tutti, in basso e come in alto, che diventa infine possibile inventare il nuovo che nell’Interregno non può nascere. Ciò vale per quelli che stanno in basso come per quelli che stanno in alto.”

 

 

Ascolta gli episodi precedenti qui

Per impressioni, quesiti e critiche in merito a questo ciclo di approfondimenti: interregno@canaglie.org

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