I dischi peggiori del 2014

GUIDA ALLA LETTURA:
non tutti i dischi sono stati valutati con un numero (da 0 a 10). Laddove non specificato, l’assenza di valutazione significa che i recensori durante l’ascolto hanno perso i sensi dopo varie crisi spastiche seguite da erezioni cutanee e altri sintomi riconducibili a una meglio non definita allergia.

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Suor Cristina – Sister Cristina (Universal)
Cristina Scuccia ha compiuto un percorso che dalla verginità forzata di un convento di orsoline è passato attraverso l’agenzia di Claudia Koll per cantanti cristiani (finanziata dal vaticano) per finire nei camerini di un talent (finendo anche ad esibirsi con ricky martin…) dove il moltiplicatore della fama su scala mondiale la proietta nelle case di milioni di pecorelle adoranti. Era ora che dio scendesse sulla terra per mezzo di un suo emissario per parlare rock, alla pancia dei giovani. Solo che qui Dio sembra essere fuggito: Suor cristina è un fenomeno da baraccone profondamente voluto e studiato nei minimi dettagli da amici come J.Ax, Piero Pelù e Raffaella Carrà. Molti la credono una soul singer voluta dal papa francesco per radunare occhi e cuori sotto un cupolone al passo coi tempi. L’italia delle famiglie canta con lei, in un bellissimo affresco di pace e amore (Pare che la Scuccia abbia persino baciato un ragazzo prima di prendere i voti, per cui a vostra nonna piacerà di sicuro).
Il disco è una esperienza di pura depressione, resa ancora più stucchevole dai vocalizzi “divini” della Scuccia, su una produzione bidimensionale da far venire le stimmate. Per diversi minuti si transita melodiosamente tra il sollucchero diabetico e l’estasi divina 2.0, come se le vecchie coverband cristiane fossero state cancellate da una deità robotica e pop in versione catto-scout. Taccio sul pezzo più famoso, ovvero la cover di like a virgin, vero e proprio universo di significati sottesi e nuove vie della fede. Una esperienza dolorosa, un cammino di Santiago che non porta alla salvezza ma mi costringe a scegliere il rogo per apostasia. Aridatece Woopy Goldberg.

Prince – Art Official Age (Warner)
Prince fai cagare. Questa è una lettera aperta ai tuoi consulenti, al tuo produttore ed al tuo medico. La colpa è loro. Ti tengono in vita per nutrire il mostro uscito dalla pioggia viola, ti imbottiscono di perpetual happiness in questi mega-studi di registrazione, dove qualcun’altro sceglie per te i suoni. Sei troppo fatto per suonare la chitarra, non hai più la voce per cantare e dovresti dedicare più tempo ad approfondire le tecniche dell’autotune. Hai venduto milioni di dischi e so che questo non sarà da meno. Hai fatto un disco orribile, il funk suonerebbe così se fosse malato grave, altro che; certi synth sono presi di peso dalle librerie online, suonano digitali, inebetiti. I tuoi urletti sono demenziali. Ascoltatemi, consigliatelo bene. La villa di Michael Jackson è vuota. Chiudetelo lì dentro con un po’ di dischi DAVVERO funk. Perchè io sono di quelli che l’artista lo vorrebbe recuperare. Indegno.

Ian Anderson – Homo Erraticus (Kscope)
Perchè? mi chiedo solo, perchè? Dopo aver fatto il deputato laburista, il manager e, almeno 30 anni fa il cantante e flautista dei Jetro Tull, questo Ian Anderson è un revivalista che andrebbe bene per le musiche della leopolda. Fa un disco che ho ascoltato solo bevendo vodka scadente e sbattendo le nocche delle mani contro una foto di Pippo Civati. Ottuso come un mulo continua a cantare ballate dei celti medioevali che non mi suggestionerebbero neppure se fossi sotto roipnol perso di notte in un castello scozzese. E’ renziano perchè inganna col sorriso, ti vende cartoline vagamente british con la sensibilità del discount, sperando che ci sia ancora qualche fan di questo indistinto e ormai scolorito “mondo britannico”. La musica è peggio prog instupidito, con quel cazzo di flauto che giganteggia neanche fosse il pifferaio magico. Sono finiti i bei tempi Ian, ora ti vuole solo il PD. (??)

Subsonica – Una Nave in Una Foresta (EMI)
Non voglio parlare male dei subsonica e del loro ultimo disco per cui la recensione finisce qui.

Simple Minds – Big music (Sony)
Qualcuno ha scritto “la new wave con un torbido battito da dancefloor”. La new wave? il dancefloor? io ho trovato impossibile superare la metà di questo nuovo (a metà) delle Menti Semplici, forse anche perchè non sono un fan, il synthpop mi fa cagare etc…   Pare che il rene di tricheco sia ricchissimo di triptofano, la sostanza che si genera nel nostro stomaco dopo un pranzo natalizio e ci fa sprofodare in un sonno invincibile. Ecco, potevano chiamarlo triptofane, perchè siccome il tricheco è introvabile (e anche il suo rene, per fortuna), avrei saputo finalmente cosa prendermi per dormire per farmi scendere l’MD dopo il prossimo rave. (2)

Pink Floyd – The Endless River (parlophone)
Il reducismo è questione complessa. ma quando sfocia nell’autocelebrazione è insostenibile. Cosa vi aspettate da un disco a nome Pink Floyd nel 2014? Barrett è lontano, Rick Wright è morto di tumore e Mason/Waters si sono riappacificati. Un esaurimento dei fondi, un divertissement o niente niente niente? propendo per la terza ipotesi. Se vi piace la psichedelia innocua, siete collezionisti di Bentley d’epoca o possedete vari sintetizzatori analogici rarissimi, se avete fatto dischi memorabili negli anni 60 e volete raccontarli con piglio moderno a vostro nipote che si annega di seghe su youporn, questo è il suono giusto. Per tutti gli altri, maneggiate con cautela, se non siete amanti della weirdness da ospizio. Ma a quel punto c’è la sezione “music in the margins” della Sub Rosa dove di musica fatta da anziani, disabili mentali e busker vari c’è un ampio catalogo. Inutile e pure dannoso. (tenete lontani i vostri bambini)

Beck- Morning Phase (Capitol)
Dopo l’adesione a Scientology, Morning Phase è la cazzata più grande del compositore e polistrumentista Californiano. Bella merda. Si fatica, e non poco, ad arrivare all’ultima traccia. Sei ancora giovane Beck … Che ne so, piuttosto che rovinare una carriera, se pur con alti e bassi, ( chi non ne ha…) per me ottima,fai altro.Abiti in California prendi il sole, coltiva agrumi, fai del buon vino. Meglio le seghe. Guarda il soffitto. Per rifarsi la bocca ,le orecchie e tutto il resto ( io ho fatto così) riascoltate Odelay 1996 o Mutations 1998 , tra l’altro quest’ultimo recentemente ristampato. Brutto,brutto,brutto.




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