IL CASTELLO DI OTRANTO – LA PERLA DI LABUAN 20/11/2020

Riccardo

“La compagnia fu al colmo dello sbigottimento e dell’orrore, e la principessa Ippolita cadde in deliquio”. E’ solo la prima delle scene di “Il castello di Otranto” del 1764 di Horace Walpole dove i personaggi sono in preda a terrore. Dopo l’Illuminismo, Galileo Galilei e Isaac Newton, arriva la riscossa dell’irrazionale e del mistero che in letteratura si traduce nel romanzo gotico. L’ambientazione è spesso un castello, a volte un’abazia o un cimitero, tra vecchie armature, civette e pipistrelli. Per gli autori inglesi il luogo adatto é spesso l’Italia. In “Il castello di Otranto” il principe Manfredo organizza le nozze di suo figlio Corrado con Isabella, ma Corrado muore in modo inspiegabile. Allora Manfredo vuole sposare lui stesso Isabella, per farlo deve trovare il modo di ripudiare sua moglie Ipppolita, e allora deve ingannare frate Girolamo. Da quel momento i personaggi si inseguono e si scontrano nei saloni e sotterranei del castello, tra profezie, tormenti interiori e apparizioni soprannaturali. “Lo spettro camminò con andatura calma ma sconsolata sino in fondo alla galleria, poi svoltò in una stanza a destra.” Altri capolavori del romanzo gotico sono “Il monaco” del 1796 di Matthew Gregory Lewis e “Il mistero di Udolpho” del 1794 di Ann Radcliffe. “Il castello di Otranto” non ha lieto fine. “Le mura del castello furono rovesciate da una forza immane, e  il fantasma di Alfonso apparve al centro delle rovine.” Buon ascolto.




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