IL RIVOLUZIONARIO DI PROFESSIONE – LA PERLA DI LABUAN 5/6/2020

Riccardo




Nel 1904 il popolo russo soffre sotto il giogo dello zar e dell’aristocrazia, ogni forma di opposizione é repressa dall’Okhrana, la spietata e potente polizia segreta. Il Partito Socialdemocratico é diviso tra i più moderati menscevichi e i più radicali bolscevichi guidati da Lenin, che vogliono fare la rivoluzione. Ma la rivoluzione richiede soldi, e i soldi si trovano nelle banche. Il romanzo “Kamo” del 1972 racconta la vita e le imprese di Semion Arsakhovic Ter Petrosian, che assume il nome di battaglia di Kamo e diventa il più efficiente e audace rapinatore al servizio della rivoluzione. Le chiamano “es” abbreviazione per espropriazioni. Non tutti sono d’accordo, il congresso vieta le “es”, allora i bolscevichi si accordano con i più spregiudicati anarchici. I bolscevichi forniscono le armi e l’appoggio logistico, gli anarchici eseguono e ci si divide il ricavato. A volte le “es” non bastano. “Fu suggerita una tattica che univa l’utile al dilettevole. I militanti più belli avrebbero dovuto sedurre le più ricche ereditiere per convogliare le loro doti nelle casse bolsceviche.” Nel 1917 la rivoluzione é fatta e Kamo spera, dopo tanti anni di fughe, sparatorie, prigione e torture, di potere finalmente approfondire la sua cultura politica. Ma i tempi sono cambiati. “I compagni lo trattavano con l’amichevole considerazione che si porta a un ricordo del passato. Era diventato un pezzo da museo.” L’autore Jacques Baynac nacque nel 1939 ad Agen, suo padre fu comandante di un gruppo partigiano, suo zio fu giustiziato dai nazisti. Nel 1960 rifiutò di prestare servizio militare in Algeria e passò sei anni in giro nel mondo, poi si avvicinò al comunismo consiliare e radicale e indirizzò i suoi studi e i suoi scritti alla demistificazione del comunismo in versione stalinista. Alle undici di sera del 16 luglio 1922 Kamo tornava a casa in bicicletta quando dal nulla apparve un’auto nera a fari spenti. “Era come se avessero un vecchio appuntamento.” Aveva quarant’anni. Buon ascolto.




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