L’Atlantico nero, rassegna stampa del collettivo Ujamaa e rap, con Wissal Houbabi

Nuova puntata di Frittura Mista/Radio Fabbrica. Siamo partiti dal Black Atlantic, libro di Paul Gilroy (1993) che riprenderemo nelle prossime puntate, lungo le rotte dello schiavismo e della triangolazione tra Europa, Africa e Americhe, per comprendere come la violenza della tratta abbia lasciato una traccia indelebile nelle vite di milioni di persone negli Stati Uniti, nei Caraibi, in America Latina, ma anche in Africa e in Europa. Proprio questo evento ha originato controculture nere di resistenza che si sono sviluppate lungo i canali della musica (calypso, soul, reggae, rap, tra i tanti) e della protesta politica. Siamo partiti, per questo viaggio, sulle note di “Roll Jordan Roll”, uno spiritual inventato dagli schiavi delle piantagioni della Virginia, nella versione interpretata da Topsy Chapman negli anni Venti del Novecento. La stessa canzone è una delle colonne sonore di 12 Years Slave. Di qui abbiamo proseguito prima parlando di Paul Gilroy, del tatcherismo negli anni Ottanta in Inghilterra, e della nascita dei Cultural Studies all’Università di Birmingham. Dopo questo salto temporale in avanti, siamo ritornati al 1619, quando la prima nave negriera battente bandiera olandese è giunta in Virginia. E abbiamo ricostruito le principali vicende fino all’emanazione delle Jim Crow Laws. Ecco il podcast di questo primo blocco:

Il secondo blocco della trasmissione è organizzato, coordinato e diretto dal Collettivo Ujamaa. In questa puntata, sono stati analizzati due articoli: il primo riguarda la regolarizzazione delle persone migranti che, ancora una volta, si basa sul contratto di lavoro – spesso non stipulato, soprattutto in agricoltura. Il secondo riguarda la pandemia di Covid e la notizia secondo la quale i neri si sarebbero ammalati di meno, andando a mobilitare un immaginario razzista e sostenendo differenze biologiche sostanziali di “razza”.

Il terzo è ultimo blocco è curato da Wissal Houbabi ed è dedicato al rap. Questa volta il pezzo scelto è Victoria di Keny Arkana. Abbiamo parlato del rapporto tra rap e militanza, delle modalità di comunicazione e di politicizzazione attraverso il legame tra flow, metrica e contenuti, di diaspore postcoloniali in Europa, di sussunzione da parte delle major europee e americane delle voci rap del Nord Africa più interessanti, di diritti, dell’avere e del prendere parola, di forme di resistenza.




Current track
TITLE
ARTIST