Pangolino: un capro espiatorio a rischio d’estinzione

Il lockdown dovuto al Covid-19 ha avuto delle inevitabili ripercussioni anche sul mondo animale, e la sensazione ed esperienza generale nei paesi occidentali è stata quella di una riappropriazione da parte del selvatico degli spazi antropizzati lasciati deserti. Ma in molte altre zone del mondo, caratterizzate da importanti forme di biodiverstà, l’ambiente naturale non ha avuto la stessa fortuna: aree protette e specie a rischio hanno subìto un attacco ancora maggiore alla propria esistenza, in quanto le persone rimaste senza mezzi di sussistenza si sono rivolte a questi ambienti per sopravvivere e le forme di contrasto alle attività illecite sono diminuite. Ciò ha significato l’acuirsi di pratiche dannose come la pesca con veleni, raccolte indiscriminate e deforestazione incontrollata in aree già precedentemente indebolite, a sottolineare quanto le stesse popolazioni locali siano state spossessate delle capacità di interagire con l’ambiente circostante (anche vivendo delle sue risorse) senza danneggiarlo.

Una delle specie che ha avuto più risalto durante la pandemia, in quanto accusata del cosiddetto “spillover”, oltre al pipistrello, è il pangolino. Ma che cosa sappiamo davvero su questo animale? Descrivendone le caratteristiche principali, abbiamo poi approfondito quanto grave sia il pericolo della sua estinzione, dovuta principalmente alla caccia illegale che rifornisce della sua carne e delle sue scaglie il mercato alimentare e farmaceutico asiatico.

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