UNA SPIA DI NOME SYLVETTE – LA PERLA DI LABUAN 14/8/2020

Riccardo

“Sono una spia. Non fate quella faccia. È un mestiere come un altro. In cosa consiste? Leggo un documento che nessuno mi aveva autorizzato a leggere, ma d’altro canto nessuno mi aveva proibito di leggere.” Sylvette è la protagonista del romanzo “Oh quante belle spie…” pubblicato nel 1971 nella collana “Segretissimo”, scritto da Sylvette Cabrisseau. Sia l’autrice che la protagonista, oltre a essere omonime, sono giovani donne di colore franco-antillane. Nel primo romanzo Sylvette si reca nella Costa d’Ebano (paese immaginario) per trovare suo padre, e incappa negli agenti segreti di tutto il mondo che cercano uno scienziato cinese transfuga. In “Pantera nera” Sylvette va a San Francisco  dove finisce in prigione con le giovani militanti del Black Panther Party. “Tu fai dello spontaneismo, sorella! Lenin e Mao hanno dimostrato l’importanza di un partito rivoluzionario!” In “Orchidea nera” Sylvette è incaricata di rintracciare l’ambasciatore del Canada rapito (forse) dai Tupamaros uruguaiani. “A Sylvette bastò un’occhiata per classificarla: tra i diciannove e i vent’anni, studentessa rivoluzionaria, fate l’amore e la guerriglia urbana.” Per complicare le cose si mettono di mezzo anche i militanti del Canada Libero. In “Magia nera” Sylvette è ad Haiti dove si prepara un colpo di stato contro il dittatore Papa Doc e ritrova vecchi rituali che risalgono al tempo della schiavitù. “Tre suonatori battevano sui tamburi sacri, scandendo la danza frenetica dei partecipanti posseduti dai loas.” Sylvette Cabrisseau nacque nel 1949 alla Martinica e aveva vent’anni quando divenne la prima annunciatrice televisiva. L’emittente ricevette molte lettere di protesta di spettatori indignati dalla “negra” che alla sera si affacciava nei loro salotti e cucine “per bene”. Fu poi licenziata per aver essere apparsa nuda sulla rivista per uomini “Adam”, e allora si mise a scrivere. Buon ascolto.

 




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