Assegni antiaborto della Regione Piemonte

Scritto dasu 16 Febbraio 2012

Il Piemonte copia la Lombardia di Formigoni e propone un contributo di 250 euro al mese dal terzo mese di gravidanza al diciottesimo mese di vita del bambino. Se la somma dovesse essere quella ipotizzata diventerebbe una cifra piuttosto importante: seimila euro. L’emendamento alla legge finanziaria regionale che porta la firma di Gianluca Vignale della corrente ribelle di Progett’azione è stata votata da 22 consiglieri del Pdl ma non dalla Lega (che ha deciso per la discussione in aula) ed è stata approvata ieri in commissione bilancio. Sarà discussa in Consiglio regionale.
Il modello è quello lombardo, progetto Nasko: le aziende sanitarie erogano fondi per chi rinuncia all’interruzione di gravidanza con la costituzione di convenzioni con consultori privati. La futura mamma concorda con il consultorio un progetto personalizzato che tenga conto dei bisogni effettivi, contingenti e futuri, della donna e del bambino. Le beneficiarie ricevono una carta prepagata sulla quale ogni mese viene caricato il contributo regionale, previo controllo da parte della Regione sul corretto utilizzo e sull’attuazione del progetto di aiuto personalizzato.Ccosì dopo il respingimento del ricorso al TAR contro la delibera Ferrero arriva l’assegno per le donne che decidono di non abortire. Ne parliamo con Cristiana [audio:https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/02/cristiana.mp3|titles=cristiana]Scarica il file


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