Lettera dal carcere di Alessandria

Scritto dasu 16 Dicembre 2012

Riceviamo dai compagni prigionieri nel carcere San Michele di Alessandria

 

27/11/12 Sezione A.S.2   Alessandria

“Noi possediamo solo la parola e lo scritto, il pugnale, il fucile e la dinamite li possedete voi.”

Un detenuto FIES


Alcuni fratelli nel carcere di Tolmezzo ci offrono la loro solidarietà con un gesto semplice e diretto: lo sciopero del carrello.

Il loro agire dimostra che, d’innanzi ad una sincera voglia di ribellarsi, nessuna forma di coercizione risulta efficace.

Solo il passare all’attacco darà senso alle nostre parole.

Solo l’azione diretta praticata all’esterno di queste mura potrà fare davvero la differenza.

Troppo spesso la solidarietà degli anarchici si è limitata ai soli presidi, finendo di fatto per delegare l’azione ai prigionieri, i soli a sorbirsi repressione, botte, isolamento.

Non capiamo come sia possibile che la solidarietà venga trasformata in ricerca del consenso, creazione di un fantasioso (s)oggetto politico, croce su cui inchiodare con un “progetto politico”, l’immigrato, il proletario o il detenuto di turno che toglie i peccati dal mondo.

Rifiutiamo, quindi, soluzioni che puzzano di politica e ricerca di “consenso”; a queste contrapponiamo l’urgenza di rigettare ogni titubanza, persistendo nel credere che la solidarietà significhi attacco.

“Che la paura cambi di campo”.

 

Alfredo Cospito, Alessandro Settepani, Giuseppe Lo Turco, Nicola Gai, Sergio Maria Stefani

 

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