Csea: storia di un fallimento all’italiana
Scritto dainfosu 7 Ottobre 2013

Un altro episodio. L’acquisto per 1 euro da parte della Csea nel 2004 di Forum, un centro di formazione decotto di cui si accolla la passività di 2 milioni di euro. Nell’operazione rientrano alcuni favori personali tra cui l’assunzione della figlia dell’allora sindaco di Ivrea. E i 2 milioni di passivo si riveleranno molti di più. Ancora la relazione della commissione d’indagine: “I referenti politici erano informati e davano il via libera. Chi controllava? Di certo non i membri nominati in Csea dalla città.” Tra essi Tom Deallessandri, per 30 anni sindacalista, poi vicesindaco con deleghe in molti campi: formazione professionale con riferimento alle politiche attive del lavoro e dell’obbligo formativo, coordinamento Grandi Progetti, fondi strutturali, problemi del lavoro, avvocatura comunale, rapporti con I’Università e molto altro ancora. Insomma una vicenda complessa di cui non si intravede la conclusione e di cui dovremo occuparci ancora. Oggi sentiamo Antonio Cimmino, sindacalista della Cub (Confederazione unitaria di base) che ha seguito la vicenda dalla parte di lavoratori che hanno pagato per primi e più di tutti in termini di posto di lavoro.
