Padroni e Politici s’incontrano alla Maserati

Scritto dasu 30 Giugno 2014

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Un centinaio di lavoratori partecipa a un presidio indetto da Fiom e Cobas all’esterno dello stabilimento Maserati di Grugliasco, dove è in corso l’assemblea annuale dell’Unione industriale di Torino. All’assise non parteciperanno il premier, Matteo Renzi, e il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che erano stati invitati. Presenti invece l’ad Fiat, Sergio Marchionne, il neo-presidente della Regione e già sindaco di Torino Sergio Chiampraino, il patron di Eataly Farinetti e Lapo Elkann della Fiat. Il gotha del padronato e della classe politica piemontese che vede nella Maserati (già Bertone, punto di caduta della resistenza Fiom e primo stabilimento che votò a favore del piano di Marchionne)

Fuori, chi sta pagando i costi della ristrutturazione voluti dal “Piano Fabbrica Italia” di Sergio Marchionne.

Diversa la composizione sindacale e le modalità della protesta.

I metalmeccanici della Cgil, che nei giorni scorsi avevano inviato una lettera a Renzi chiedendo un incontro a margine dell’assemblea, rinnovano la richiesta di un confronto sull’auto a cui possano partecipare anche i sindacati, nonostante l’assenza del primo ministro.

Con i Cobas erano invece presenti anche tre dei cinque operai in cassa integrazione del polo logistico di Nola del gruppo Fiat, raggiunti la scorsa settimana da una lettera di licenziamento per giusta causa. Nelle manifestazioni del 5 e 10 maggio scorsi avevano inscenato il finto suicidio di Marchionne. Uno di loro era già in causa contro l’azienda. Per gli altri quattro si era trattato della prima lettera. Nel volantino del Comitato cassintegrati e licenziati Fiat, distribuito dai sindacati di base, si legge che “chi tra gli operai critica la politica aziendale che tiene fuori la metà degli addetti Fiat in Italia e sfrutta a ritmi impossibili quelli che lavorano, deve essere zittito con qualunque mezzo”.

Come radio Blackout abbiamo sentito Pasquale Loiacono, rsu-fiom vicina alla organizzazinoe di Cremaschi “Sindacato è un’altra cosa”, che intende disturbare l’Assemblea annuale dell’Unione industriale

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