Istigazione NoTav: un nuovo processo alla libertà di parola

Scritto dasu 10 Apr 2015

Due No Tav hanno ricevuto un avviso di chiusura indagini per il reato di “associazione a delinquere”. Sotto accusa, da parte del Tribunale e della Procura di Torino (coordinata dal pm con l’elmetto Antonio Rinaudo), sono alcune dichiarazioni rese dai due No Tav nel corso di una conferenza stampa dell’estate del 2012, durante la quale il movimento discuteva delle modalità di lotta con cui ostacolare e danneggiare le attività del cantiere di Chiomonte.

Al tribunale di Torino si processano le idee, come per Erri De Luca , ancora una volta viene minato il principio della libertà e di parola e di opinione. Istigazione a delinquere per aver dichiarato illegittime le recinzioni del cantiere di Chiomonte e per aver detto che il movimento avrebbe provveduto più e più volte a danneggiarle. Era il 2012, l’anno della militarizzazione della val clarea. Nel 2011 ci fu lo sgombero della libera repubblica della Maddalena. Fu insediato il primo fortino di difesa del futuro cantiere e solo l’anno successivo, il 2012, fu insediato il cantiere nella sua completezza. Era l’anno di Luca, che a febbraio cadde dal tralicci. Un anno molto inteso.
Il 25 luglio, ci fu una conferenza stampa presso la sala consiliare del comune di Bussoleno, per lanciare la marcia  popolare del 28 luglio successivo da Giaglione a Chiomonte. In molti parlarono ma soprattutto migliaia di persone parteciparono alla manifestazione. Il risultato delle dichiarazioni? Un imponente spiegamento di forze di polizia che circonda il cantiere e la popolazione della val di Susa che pacificamente aggira in una bellissima giornata di sole tutti i blocchi e le barriere raggiungendo a sera l’abitato di Chiomonte.

Ascolta la voce di uno degli imputati: francesco_notav_denuncia


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