Burkina Faso: aggiornamenti dopo il colpo di stato del 16 settembre

Scritto dasu 29 Settembre 2015

Ouagadougou.  Il 16 settembre scorso i militari del Reggimento di sicurezza presidenziale (Rsp, corpo d’élite di 1.300 uomini) hanno interrotto il processo di transizione in atto e, guidati dal generale Diendéré, hanno preso in ostaggio il governo e il presidente. L’Rsp e Dienderé rappresentano il braccio armato del deposto presidente Blaise Compaoré – da 27 anni al potere e responsabile dell’assassinio di Thomas Sankara – in seguito alle enormi mobilitazioni popolari dell’ottobre scorso. Il prossimo 11 ottobre avrebbero dovuto svolgersi le elezioni per avviare un percorso di transizione e cambiamento per il paese e che avrebbe visto prima di tutto la scomparsa dell’ex generale golpista Compaoré dalle liste elettorali.
Nel corso del recente golpe ci sono stati molti scontri con un saldo di almeno 17 morti e circa 200 feriti. Il sospetto purtroppo è che molti altri corpi di manifestanti uccisi siano invece stati occultati dall’Rsp. A nulla sono servite la violenza e la repressione messa in atto dai militari: la forza e la determinazione dei movimenti popolari in tutto il paese ha di fatto bloccato il colpo di stato rendendo impossibile l’agibilità politica e geografica dei golpisti. Nella capitale si è resistito strada per strada e contemporaneamente l’Unione Africana ha giocato un ruolo di mediazione importante per la ripresa del processo di transizione. Da circa due giorni è tornata la calma nella capitale Ouagadougou e il corpo dell’Rsp è stato ufficialmente sciolto mediante un decreto presidenziale urgente.

Questa mattina abbiamo parlato con Francesca, una compagna che vive in Burkina da molti anni, per capire meglio la situazione attuale e gli scenari futuri. Ascolta il contributo

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