40 anni dal disastro di Seveso

Scritto dasu 19 Maggio 2016

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Era il 10 luglio del 1976 quando la “fabbrica dei profumi”, ma sarebbe meglio dire di prodotti per cosmetici, sparse nell’aria quella nube arancione allora tanto incomprensibile. Era l’Icmesa di Seveso. Un’azienda chimica del gruppo svizzero Hoffmann La Roche. Un’azienda che già i dirigenti svizzeri erano soliti apostrofare come la “fabbrica sporca” per una certa obsolescenza dei macchinari e per i veleni che produceva. Quella nube arancione era triclorofenolo, una specie particolare di diossina che i vietnamiti conoscevano molto bene, essendo contenuta nei defoglianti che gli americani gli sparavano addosso dal cielo. Era il temibile “agente arancio”.  La nube di diossina avvolse per sempre la vita di centinaia di persone, portando un male fisico e spesso anche psichico e che oggi l’autostrada Pedemontana, con il suo nuovo tratto dove fu sepolta la terra inquinata, vuole rinnovare. Da quel 10 luglio di 39 anni fa sono moltissimi gli abitanti di Seveso che portano i segni della diossina: problemi alla pelle, perdita di capelli, insonnia, aborti spontanei, difficoltà a concepire. Ad essere più colpiti sono i bambini di allora. Bambini che videro il proprio volto distrutto, divorato da quel nemico insidioso. Alcuni dovettero ricorrere alla chirurgia plastica. Con il tempo, ricevettero dei risarcimenti. E per questo motivo hanno finito persino per essere invidiati e accusati di aver ingiustamente intascato dei soldi. All’inizio nessuno aveva immaginato i danni che avrebbe provocato la “fabbrica dei profumi” ma come in tutti i peggiori disastri industriali da varie testimonianze risulta che alcuni dirigenti fossero a conoscenza della pericolosità di questo inquinante ma ciononostante ci vollero giorni perché si ammettesse la gravità dell’accaduto. Giorni di sconcerto, giorni di rabbia.

Proprio per raccontare quello sconcerto e quella rabbia e farne memoria viva per le lotte contro le nocività di oggi un gruppo di compagni darà vita a un lungo percorso di ricordo che si articolerà in una serie di appuntamenti che partiranno dal Conchetta di Milano domani per approdare sabato a Seveso inaugurando le iniziative che porteranno verso il 10 luglio, giorno ufficiale del quarantennale.

Per raccontarci la storia di allora e le iniziative di oggi abbiamo sentito Davide del coordinamento No Pedemontana e animatore del neonato archivio “Seveso memoria di parte”.

Seveso


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