Il petrolio lucano: tra neocolonialismo e resistenze dal basso

Scritto dasu 2 maggio 2016

Un approfondimento con Enzo Alliegro, antropologo all’Università di Napoli Federico II, che ha analizzato, con uno stimolante approccio multidisciplinare, la questione della petrolizzazione lucana nel testo “Totem Nero. Petrolio, sviluppo e conflitti in Basilicata. Antropologia politica di una provincia italiana”. Una vicenda, quella del petrolio lucano, che affonda lontane radici sin dalla fine del XIX secolo, e che via via – per i rapaci interessi delle multinazionali- ha coinvolto i due terzi della piccola Basilicata.

Analizzando la storia antica e recente dello sfruttamento del petrolio, emergono chiari i tratti di una nuova forma di colonialismo, che si appropria dei territori anche attraverso un minuzioso “dressage” dell’immaginario, sfruttando il potere perfomativo del linguaggio- attraverso processi di eufemizzazione linguistica e di vera e propria mistificazione semantica, utili a rafforzare l’idea di un  petrolio “buono” e portatore di “sviluppo”, giustificando lo sfruttamento intensivo dell’area e della sua popolazione. Ciò avviene anche con la complicità della scienza di Stato, che funziona da nuovo ordine del discorso, che mette a tacere e cerca di impedire la presa di parola diretta, sui rischi ambientali e sui costi umani e sociali, da parte di chi abita il territorio. In questo quadro complesso, in cui la conoscenza ufficiale e il potere s’intrecciano complici, appaiono ancora più importanti le voci di resistenza dal basso di chi si oppone a questo modello di sviluppo, decostruendo con pazienza le menzogne sui presunti benefici delle attività estrattive. Non ultima quella sulla retorica dei posti di lavoro…un lavoro in realtà scarso, sia quantitativamente che qualitativamente, e fortemente gerarchizzato.

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