Goro e Gorino, tra razzismo e strumentalizzazioni

Scritto dasu 26 Ottobre 2016

Ha suscitato grande dibattito e scalpore la reazione di un gruppo di cittadini di Goro e Gorino, piccoli centri sul Delta del Po ferrarese, che tra lunedì e martedì hanno eretto delle barricate fatte con bancali di legno per impedire l’arrivo di un pullman con a bordo 20 profughi, 12 donne e 8 bambini, che dovevano essere accolti in una struttura di Gorino. Nella cittadina non c’è alcun centro d’accoglienza e fino a questo momento non era presenti altri migranti.

Scontato il sostegno alla protesta espresso nelle ore successive da esponenti della Lega Nord e della galassia della destra xenofoba, mentre il premier Matteo Renzi ha usato toni molto blandi nei confronti dei protagonisti dei blocchi, parlando di “una vicenda difficile da giudicare” e di “una popolazione molto stanca e preoccupata”. Nel frattempo, di fronte alle barricate, forze dell’ordine e autorità hanno scelto di fare dietro-front e il gruppo di migranti è stato dirottato in altre strutture della provincia ferrarese.

All’indomani del clamore mediatico, restano i segni di una vicenda dal sapore profondamente razzista, su cui pesano le retoriche (e l’appoggio) di partiti come la Lega Nord e Forza Nuova, interessati a soffiare sul fuoco della paura e dell’intolleranza.

Abbiamo commentato la vicenda con Leonardo Bianchi, giornalista di VICE:

bianchi_gorino


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