Brasilia’s burning

Scritto dasu 25 Mag 2017

L’esercito è schierato davanti alla sede del Tribunale Supremo Federale (TSF) e il Parlamento. Le immagini rilanciate dalla tv di mezzo mondo hanno rievocato i tempi della dittatura militare (1964-1985). E’ sul posto ed è intervenuta anche la cavalleria militare

Durante l’imponente corteo di ieri, che ha puntato verso il palazzo presidenziale, sono esplosi violenti scontri con la polizia: i manifestanti hanno affrontato con sassi e molotov le migliaia di agenti schierati nella capitale, che hanno sparato sulla folla gas lacrimogeni e granate stordenti ma anche colpi di arma da fuoco (si parla di almeno 5 persone ferite dai proiettili). Scontri e assalti hanno interessato diverse zone dell’’Esplanada dos Ministérios’, l’area che riunisce i centri del potere della capitale e del paese. I manifestanti hanno dato l’assalto al ministero dell’agricoltura, appiccando il fuoco ad alcune parti dell’edificio, e hanno cercato di invadere anche quello dell’economia.

Le proteste sono cominciate dopo la pubblicazione sui giornali di alcune intercettazioni in cui si sente il presidente Michel Temer autorizzare il versamento di una somma per pagare il silenzio di Eduardo Cunha, ex presidente della camera, oggi in carcere per corruzione e riciclaggio. Come sembra, Cunha avrebbe potuto rivelare delle informazioni riguardo il coinvolgimento del presidente nello scandalo della Petrobras, la compagnia petrolifera nazionale. Alcuni parlamentari hanno presentato la richiesta di impeachment per Temer. Il presidente è sotto attacco da una decina di giorni e, a dispetto della distanza politica richiesta dai suoi stessi alleati di governo, nega ogni addebito e cerca di rilanciare la sua immagine presidenziale con una riforma del mercato del lavoro che i suoi oppositori definiscono “inaccettabile”.

Manfredo


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