Val Susa: cosa rimane degli incendi

Scritto dasu 2 novembre 2017

Gli incendi in Val Susa, hanno lasciato un intero territorio montano incenerito, le cui ripercussioni si continueranno a vedere a lungo raggio. Le responsabilità nella gestione degli incendi sono chiare, a mente lucida, si riescono a tirare le somme. Se da una parte il clima e il dolo hanno permesso il dilagare del fuoco per dieci lunghissimi giorni, dall’altra risalta la difficoltà di gestire quanto è successo, sia a livello preventivo che a livello emergenziale. In un’area come quella della Val Susa, nessuna operazione di bonifica è stata mai fatta, tanto meno, sull’emergenza, le istituzioni hanno saputo far fronte in maniera efficace a quello che è accaduto nell’area montana. Un esempio ne sono i sindaci che invocano un esercito e chiedono l’aiuto dello Stato, in preda al panico, senza tener conto che mancano braccia concrete e competenti per spegnere quello stesso fuoco. Lo testimoniano i vigili del fuoco impegnati a spegnere gli incendi con turni di 24 ore su 24 con scarsissimo ricambio, nell’indifferenza più o meno generale delle istituzioni. Ancora una volta si ripresenta quindi il controverso problema delle gestione dei territori, evidenziando lacune di grande portata. La risposta ancora una volta arriva dunque dalla popolazione che abita e vive quella zona montana, che con le proprie braccia ha saputo dare un aiuto concreto e far fronte nel proprio piccolo (seppur grande) all’emergenza. La differenza sta sempre tra chi quei territori li abita e chi li guarda da lontano, con l’obiettivo di sfruttare lo sfruttabile; ed è ancora una volta l’amore per la propria terra che contraddistingue gli uni dagli altri, sta a noi trasformare questo amore in un’arma con maggior consapevolezza e forza.

Acolta le considerazioni di Ermelinda del Comitato di Lotta Popolare di Bussoleno

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