Un punto sulle elezioni in Catalogna

Scritto dasu 16 Dicembre 2017

Da quando Puigdemont si è rifugiato in Belgio per sfuggire alla prigione e preparare da lì la campagna elettorale, in Italia non si è più parlato molto di ciò che andava accadendo in Catalogna dopo il referendum per l’indipendenza del 1 di ottobre. Dopo la dichiarazione di indipendenza unilaterale e il commissariamento della Generalidad da parte del governo di Madrid, dopo gli arresti di esponenti politici di spicco e del mondo associativo legato all’indipendentismo, in Catalogna ci si appresta ad andare alle urne. Il 21 di dicembre infatti ci saranno le elezioni, volute da Madrid dopo l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione, infine accettate da tutti gli schieramenti politici indipendentisti che, a causa delle fratture che li hanno divisi durante i giorni caldi di ottobre, hanno deciso di presentarsi ognuno con le proprie liste e i propri candidati.

Intanto per le strade di Barcellona le mobilitazioni non si sono fermate ma si sono concentrate soprattutto sulla richiesta di liberazione dei molti arrestati noti della dirigenza della Generalidad attraverso manifestazioni, fazzoletti gialli, raccolta di fondi per pagare le cauzioni da capogiro richieste dallo Stato.

La campagna elettorale ha comunque smorzato notevolmente le proteste e le mobilitazioni legate alla richiesta di indipendenza, riportando il discorso all’interno dell’arena politica del dibattito democratico e incanalando le energie verso la costruzione del consenso e della partecipazione al voto.

 

Abbiamo contattato dj Kumina di Radio Blackout da Barcellona per fare il punto sugli schieramenti politici in campo per queste imminenti elezioni di Catalogna e soprattutto per farci raccontare la temperatura della piazza e degli animi che in questi ultimi mesi l’hanno attraversata.

 

Ascolta la diretta:

Kumina15dic

 


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