Debito pubblico: si può uscire dalla spirale?

Scritto dasu 18 Gen 2018

Appena la campagna elettorale ha toccato tangentemente l’unico punto di una certa centralità politica, il debito pubblico, abbiamo assistito a una levata di scudi da parte dei palazzi che contano, quelli dell’UE. Alla timida proposta del candidato premier del M5S di sforare il sacro tetto del 3%, il commissario Pierre Moscovici è subito accorso a puntare il dito contro proposte “irresponsabili”. Nonostante ciò la necessità di alleggerire i vincoli di bilancio sembra costituire un’idea che si fa strada in maniera sempre più insistente. Le politiche “keynesiane”, ossia lo stimolo della domanda interna grazie agli investimenti pubblici, fanno consenso a destra come a sinistra: ma alternare fasi di sbornia debitoria con hangover di tagli e austerità costituisce veramente una soluzione? Sarebbe possibile affrontare la questione del debito in maniera un po più radicale?


Lo abbiamo chiesto a Giulio Palermo, ricercatore di economia all’università di Brescia

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