Deragliamento a Pioltello

Scritto dasu 26 Gen 2018

Un treno regionale è deragliato intorno alle 7 di ieri mattina a Seggiano di Pioltello, alla porte orientali di Milano. A bordo c’erano 350 persone, in massima parte studenti e lavoratrici-tori pendolari. Al momento le vittime accertate e confermate sono tre, tutte donne.
Almeno 5 i feriti gravi in codice rosso, 100 invece in codice verde. Il treno proveniente da Cremona e diretto a Milano Porta Garibaldi, è deragliato fra Treviglio e Pioltello. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per disastro ferroviario colposo.

La Cremona – Milano è una di quelle linee segnalate, pochi giorni fa, dal rapporto Pendolaria di Legambiente come tra le peggiori d’Italia, con 10mila pendolari al giorno, stipati, su treni lenti e sovraffollati dall’età media di 17 anni.
Il treno è della società lombarda Trenord (joint venture tra Trenitalia e da FNM – Ferrovie Nord Milano) mentre dei binari è responsabile Rete Ferroviaria Italiana, RFI, che in una nota parla di “cedimento strutturale di circa 20 centimetri di binario, due chilometri più indietro rispetto al luogo del deragliamento”.

Rabbia per il tweet iniziale di Trenord che parla solo di uno…”svio” e di inconveniente tecnico che interrompe la linea, senza cenno al deragliamento e ai morti. Decine i messaggi di risposta, e di insulti, a Trenord per la totale mancanza di attenzione e sensibilità mostrata dopo la tragedia.

Da sempre i Comitati No Tav attivi lungo la tratta Brescia-Verona denunciano attraverso volantinaggi fatti alle stazioni ferroviarie lo sbilanciamento di risorse a favore del TAV tra bassa velocita’ utilizzata da pendolari e studenti e alta velocita’ utilizzata da una piccola parte dell’utenza . Inoltre la sicurezza declinata nella bassa velocita’ è fatta da controlli di polizia sui treni, tornelli e chiusura delle stazioni e telecamere, in pratica per colpire ” chi non paga il biglietto ”

Solo sei mesi fa, il 23 luglio, un treno di Trenord diretto da Milano a Bergamo era parzialmente uscito dai binari proprio all’altezza di Pioltello, dove questa mattina è deragliato un treno di pendolari. La scorsa estate nessuno degli oltre 200 passeggeri era rimasto ferito, per un caso fortuito che ieri non si è verificato

Segue il collegamento con un rappresentante dei ferrovieri Cub Trasporti

cub rail

 

Comunicato dei ferrovieri Cub Trasporti sul disastro di Seggiano

Come ferrovieri Cub Trasporti, nell’esprimere prioritariamente la nostra totale vicinanza alle vittime e ai feriti del deragliamento avvenuto alle 6.58 del regionale Trenord 10452 Cremona-Milano carico di pendolari, rilanciamo il grido di allarme sulla sicurezza ferroviaria. Che si tratti di un cedimento dell’infrastruttura – ipotesi su cui si insiste in queste ore, o di altro, non va dimenticato che i mesi scorsi sono stati caratterizzati da episodi simili che, fortunatamente, non hanno avuto le stesse drammatiche conseguenze: dallo svio di Firenze (Frecciargento 8510, 9 novembre 2017), a quelli riguardanti convogli Trenord (1° giugno 2017, 10777 a Paderno e 23 luglio 2017, 2627 a Pioltello). Senza dimenticare le rotture delle ruote dei treni merci (16 marzo, Giulianova; 25 settembre 2017, Novara Boschetto). Avvisaglie da non sottovalutare, che impongono rigorosissimi controlli tanto alle rotaie quanto al materiale rotabile. Oltretutto il deragliamento di Seggiano si è verificato su una linea direttrice caratterizzata da un fortissimo passaggio di treni e da velocità consentite elevate. L’impegno costante e totale che come ferrovieri Cub Trasporti abbiamo messo in campo sulla sicurezza, anche a costo di ricevere sanzioni disciplinari per iniziative di autotutela, non è mai venuto meno. E non potremo che intensificarlo. Di nuovo un commosso pensiero alle vittime e ai loro cari.

25 gennaio 2018


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