La violenza maschile sulle donne: un approccio post-vittimista

Scritto dasu 19 gennaio 2018

Il corpo delle donne è in questo periodo posto sotto la lente amplificatrice dei media, ma probabilmente non c’è nulla di nuovo nella pletora di casi di stupro evidenziati, nel trattamento da selvaggina, come nelle parole di una magistrata ieri a proposito dell’episodio di violenza di gruppo consumato dopo aver drogato la vittima: la mancanza di rispetto della persona e l’interesse solo per il proprio infoiamento si ripetono nel tempo in qualunque ambito e in ogni spazio pubblico (si cita nell’audio anche il film di Grifi girato al Parco Lambro nel 1976) o privato. Al di là dei risvolti mediatici di #MeToo o delle prese i posizione di anziane attrici, l’approccio proposto da Nicoletta Poidimani  si differenzia per originalità dell’intuizione dell’ambito e dell’atteggiamento da assumere per autodifesa, senza deleghe o deliri securitari.

Postvittimismo

Oggi alle 15,30 a Parma si tiene un incontro seminariale nell’aula magna dell’università, in via del Prato che intende affrontare la questione della violenza patriarcale del maschio sulle donne, che si è trovato a subire il boicottaggio di altre realtà femministe e antifasciste che ritengono di vedere un vizio di forma nell’organizzazione dell’incontro, probabilmente per quello che può  rappresentare la piazza di Parma a seguito di un episodio infame di stupro praticato da sedicenti maschi antifascisti.

Nicoletta ha voluto chiarire i termini di questa contrapposizione che ha avuto anche toni esacerbati, al di là del valore delle argomentazioni:

Sul boicottaggio


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