Elezioni anticipate in Turchia: uno sguardo alla vigilia del voto

Scritto dasu 16 giugno 2018

 

Da una settimana i turchi residenti all’estero si recano alle urne per votare le presidenziali e parlamentari che si terranno in Turchia il 24 di giugno. La campagna elettorale è stata parecchio dura in Europa e a tratti condotta in modo scorretto da parte di Erdogan che ha attaccato a destra e a manca i proprio oppositori politici. Se da una parte molti Paesi europei, come Francia e Germania, non hanno lasciato spazio ai partiti turchi, soprattutto a quello di governo, proibendo di fatto la possibilità di fare regolare campagna elettorale, dall’altra l’attuale presidente ha viaggiato in tutta Europa senza difficoltà invitato a stringere le mani e a concludere affari con quegli stessi premier che gli negavano legittimità. In patria Erdogan ha girato a suo favore questa censura europea grazie soprattutto all’utilizzo quasi esclusivo che ha dei media con cui porta avanti un’aggressiva campagna elettorale.

A Suruc intanto proprio qualche giorno fa si sono verificati degli scontri a fuoco che hanno fatto delle vittime e hanno visto contrapposti da una parte un candidato parlamentare dell’Akp e il suo seguito in tour elettorale e dall’altra un negoziante e la sua famiglia che hanno negato al candidato l’accesso al negozio. I testimoni hanno raccontato che l’esponente dell’Akp sarebbe poi tornato insieme ai suoi armati e che avrebbero aperto il fuoco uccidendo il figlio del negoziante e innescando la reazione tra le persone presenti che si sarebbero poi armate di bastoni e coltelli. Il bilancio è di 9 feriti e 4 morti, due dei quali potevano forse salvarsi se i sostenitori governativi non avessero ritardato l’arrivo dei soccorsi. Ovviamente la versione fornita dal governo inverte le parti e dà la colpa come di consuetudine all’ Hdp in un momento in cui Erdogan teme il ballottaggio per la carica di presidente e anche i kemalisti sembrano recuperare consenso.
Ciò creerebbe un quadro politico completamente inedito in cui l’opposizione, all’angolo da quindici anni, potrebbe avere più voce in capitolo per la gestione del potere in Turchia.

A pesare sulle scelte elettorali saranno soprattutto i problemi dell’economia e della lira che ha perso il 20% rispetto al dollaro da inizio dell’anno e che fanno presagire nel prossimo futuro una grave crisi che potrebbe travolgere il Paese.

Ne abbiamo parlato con Murat Cinar.

Ascolta la diretta

Murat

 

 


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