Le mani su Roma: il sistema della rendita ai tempi del M5S

Scritto dasu 14 giugno 2018

Scandalo micidiale a Roma. A poche ora dalla rivendicazione della propria diversità nella progettazione del nuovo stadio lanciato dalla sindaca con tanto di hashtag #UnoStadioFattoBene, scattano le manette tripartisan per corruzione. Coinvolti nell’inchiesta una delle eminenze grigie del M5S che più ha favorito la normalizzazione grillina, Luca Lanzanlone,  l’ex assessore regionale all’Urbanistica Michele Civita (Pd),  il vicepresidente del Consiglio Regionale, Adriano Palozzi di Forza Italia e ovviamente Luca Parnasi, uno dei palazzinari più influenti di Roma. È, insomma, il solito partito trasversale degli affari che aveva capito già da tempo che la casacca gialla non poteva mancare nel proprio guardaroba. 

La gestione dell’impero della rendita è cartina tornasole fedele che attesta dell’assoluta compatibilità pentastellata nella gestione della città. Dopo che il rifiuto delle olimpiadi romane aveva  fatto traballare qualche certezza, Virginia Raggi e Chiara Appendino sono tornate sull’attenti davanti a fondazioni bancarie, grandi proprietari e investitori, intingendo il pennello nell’attesa di discontinuità create nelle periferie per dare una verniciata di nuovo alle solite stanche politiche fatte di grandi eventi e tanta fuffa.


Ne abbiamo parlato con Ylenia Sina, collaboratrice di RomaToday e autrice del libro “Chi comanda Roma”

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