26 ottobre. Sciopero generale e corteo cittadino

Scritto dasu 23 Ott 2018

La salute e l’istruzione sono per chi se le può permettere, i salari sono diminuiti, le ore di lavoro cresciute, tanta gente finisce in strada perché non può pagare l’affitto. Il lavoro, quando c’è, è sempre più pericoloso, precario, malpagato. La lista dei lavoratori uccisi dal lavoro si allunga, i giovani campano di lavoretti, gli anziani non possono andare in pensione.
Il governo Lega – 5 Stelle ha promesso di ridurre l’età della pensione e di dare un reddito ai più poveri: la realtà è molto diversa.
Chi andrà in pensione prima dei 67 anni prenderà una pensione molto più bassa, perché il sistema di calcolo della pensione resterà il medesimo.
Potremo scegliere tra smettere di lavorare e fare la fame o continuare a lavorare finché non moriamo. Gli anziani licenziati per far posto a giovani precari a metà del loro stipendio non avranno nessuna scelta.
Il reddito di cittadinanza saranno quattro soldi per chi dimostra di “meritarli”, accettando di lavorare gratis, di prendere qualsiasi lavoro anche a 100 chilometri da casa, di spenderlo con una tessera a punti dove e come decide il governo. Lega e 5 Stelle si limitano a modificare in peggio il “reddito di inclusione” del governo targato PD. Chi ha la sfortuna di essere nato altrove non avrà nemmeno l’elemosina destinata agli altri.
Lo Stato etico, che ci tratta da minorenni, decide chi è degno e chi no. Non solo. I diktat sono chiari: “la proprietà privata è sacra” e va difesa con le armi e il reddito di schiavitù. Il fondamento della società è la famiglia “naturale”, dove le donne sono obbligate a fare gratis il lavoro di cura di figli, anziani, disabili per sopperire ai servizi che non ci sono.
Aumentano le spese per le armi e le missioni di guerra all’estero, nel Mediterraneo e nelle nostre strade, dove per tenere buoni i poveri ci sono sempre più militari e poliziotti.
Il pacchetto sicurezza, oltre a colpire gli immigrati, investe duramente chi lotta.
Chi occupa una casa per dare un tetto a se e ai propri figli rischia lunghe pene detentive. I lavoratori che fanno un picchetto per obbligare chi li sfrutta e deruba ogni giorno a mollare più soldi, più libertà, meno ore di lavoro, meno controlli elettronici non avranno una semplice multa ma la detenzione sino a quattro anni.

Il 26 ottobre il sindacalismo di base ha indetto sciopero generale. Sarà un importante momento di lotta nei posti di lavoro, nei quartieri, per le strade.
A Torino appuntamento per il corteo cittadino alle 9,30 in piazza Carlo Felice, di fronte a Porta Nuova

Ne abbiamo parlato con Cosimo della CUB

Ascolta la diretta:

2018 10 23 sciopero cocò


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