L’ultima del governo gialloverde: il decreto sblocca corrotti

Scritto dasu 8 Maggio 2019

Sulla scorta dell’ossessivo agitarsi bipartisan intorno al totem del TAV, il governo ha deciso di approvare il cosiddetto decreto sblocca cantieri per dimostrare coi fatti che le lobby cementifere possono continuare a contare sui palazzi romani. E così, mentre i bandi in Val di Susa sono stati comunque lanciati, si prepara una delle più grosse operazioni legislative degli ultimi anni che andrà a favorire corruzione e collusioni mafiose: il decreto detto sblocca cantieri. Innalzamento del limite di assegnazione diretta a 200 mila euro, ritorno della clausola “del prezzo più basso”, agevolazione del subappalto, appalto integrato che potenzia il potere dei general contractor, ritorno delle gestioni commissariali queste sono solo le più vistose misure che apriranno un autostrada alla corruzione in Italia. Corruzione che, rispetto a vent’anni fa, si è decentralizzata e fluidificata, entrando a far parte della normalità del rapporto stato-impresa.

Ne abbiamo parlato con Alberto Vannucci, professore di scienze politiche all’Università di Pisa


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