Sorry we need to Fight – le lotte dei riders da foodora a oggi

Scritto dasu 13 Febbraio 2020

Inizia oggi il secondo troncone del processo dei lavoratori contro l’azienda di food delivering Foodora. Dopo il primo processo la cui sentenza, confermata in cassazione, indica i riders come effettivamente lavoratori autonomi, tesi portata avanti dall’azienda fino all’ultimo grado di giudizio, ma soggetti “meritevoli comunque di una tutela omogenea” ai lavoratori subordinati.

Cogliamo l’occasione per ripercorrere quella che è stata ed è tuttora una delle più importanti lotte nel mondo del lavoro, a Torino e altrove, rispetto alla quale questo risultato in tribunale non è che un piccolo tassello. Negli ultimi anni infatti grandi e piccole iniziative hanno mostrato come sul posto di lavoro sia ancora possibile non abbassare la testa e tornare in strada a far sentire le proprie ragioni, riuscendo in alcuni casi a sovvertire quei rapporti di forza che troppo spesso tendono dalla parte dei padroni.

A dimostrarlo le tante e partecipate iniziative degli ultimi mesi, tra cui vale la pena ricordare quella in programma per il prossimo 21 febbraio, un corteo che verrà presentato questa sera alla Blackout House di via Cecchi 21/A e quelle a sostegno di Zohaib.

Uno dei tanti rider di Glovo, ancora oggi ricoverato in ospedale, che essendo stato investito a dicembre durante il suo turno di lavoro, con molta probabilità non riceverà alcuna indennità per l’infortunio, nonostante il 1 febbraio sia entrata in vigore la copertura INAIL.

A seguire, dopo l’audio della diretta di questa mattina con un compagno dell’assemblea riders di Torino, riproponiamo l’invito all’appuntamento per questa sera
e il comunicato “Cosa c’è da festeggiare della sentenza Foodora?” a firma Deliverance Project.

 

SORRY, WE NEED TO FIGHT!

>>>Dalle 19:00 Aperitivo e Proiezione del Film-Documentario:
”Dell’Arte della Guerra” di Silvia Luzi e Luca Bellino

>>>A seguire dibattito con:
Cassa di Resistenza
Lavorator* Call Centers
Lavorator* Migranti

>>>Presentazione dei riders in lotta del corteo del 21 Febbraio

>>>Durante tutta la serata, aperitivo benefit Zohaib, rider di Glovo, investito a dicembre 2019 a Torino e ancora in ospedale.

Per più informazioni sull’accaduto e per contribuire con una donazione:

https://www.produzionidalbasso.com/project/stand-for-zohaib/?fbclid=IwAR1yJU6tdEjRRpl7st-ZwzbDQDe_4v9L0c1AayxOEwPckjiHDk3wdbtv4h8

La lotta dei riders a Torino in questi mesi è stata significativa. Fattorini e solidali hanno attraversato le strade della città urlando la rabbia contro le aziende di food delivery che impongono condizioni di lavoro precarie e rischiose per la stessa vita dei propri dipendenti, che nel contratto risultano come ”collaboratori”. Queste mobilitazioni sono estremamente importanti per immaginare un allargamento di percorsi di lotta collettivi tra lavoratori e lavoratrici.

Quello che si è fatto fino ad ora non basta.

La precarietà, l’isolamento e il ricatto imposto dalla necessità di rinnovare il permesso di soggiorno, da un punteggio o dalla scadenza di un contratto a termine impattano violentemente sulle nostre vite costringendoci a dedicare ogni momento delle giornate al lavoro, alla ricerca di esso o al tentativo di mantenerlo. Anche nella migliore delle ipotesi, la chimera del contratto a tempo indeterminato, le vite di noi lavoratrici e lavoratori restano comunque scandite dalle esigenze di produzione e il tempo ci viene rubato dall’avidità di profitto di padroni vecchi e nuovi.

Alzare la testa e rispondere alle pressioni e alle punizioni dei padroni è e continua ad essere necessario.

 

 

 

 


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