Assemblea pubblica radiofonica 21 marzo 2020

Scritto dasu 21 Marzo 2020

L’assemblea pubblica radiofonica va a cominciare… dalle ore 17,30 sulle libere frequenze dei 105,250 di Radio Blackout, in streaming a questo indirizzo Streaming Link; vi si partecipa intervenendo al numero fisso che mette direttamente in contatto con la regia (011 2495669), oppure mandando sms e vocali via WhatsApp, Signal, Telegram al 346 6673263.

L’impatto dell’emergenza sanitaria derivante dalla pandemia da covid19 sta creando la coltura adatta per repressione, militarizzazione e controllo, cancellazione dei diritti, impossibilità di mantenere la casa, avere di che campare, mantenere il lavoro in sicurezza… In questi giorni la redazione di Radio Blackout ha raccolto testimonianze a bizzeffe di persone in ascolto che hanno dimostrato di aver bisogno di confrontarsi, raccontare a cosa hanno assistito da che si è scatenato il flagello, testimoniare la trasformazione della propria e altrui esistenza.

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Si comincia affrontando d’impeto il problema della casa. Una domanda arriva subito: «Ma come mai non è stata sospeso il pagamento dell’affitto come invece è stato fatto per il mutuo?»; consigli per gli affitti… su questo argomento

Un compagno racconta che abita in una casa di un palazzinaro dove gli inquilini hanno deciso tutti di autoridursi l’affitto:

Parla Federica, da Carrara, a partire dalla situazione sanitaria, smantellata dalle speculazioni perpetrate senza molte proteste, l’interlocutrice invoca il bisogno di alzare la voce ora e quando sarà finita la strage:

Giunge un messaggio molto critico nei confronti di alcuni compagni che avvallano le politiche repressive, senza considerare le responsabilità della casta, che magari hanno avversato fino a ieri.

Un operatore sanitario racconta che le aziende sanitarie invitano a rimanere a casa, il problema secondo lui non è solo la mancanza o lo smantellamento, quanto la formazione del personale, perché si è sempre più disincentivata l’istruzione delal professione medica, puntando di più sui dati e la loro lettura. Manca il lavoro sul campo dei medici:

si aggiunge una compagna che riprende il discorso, in particolare coniugando sanità e repressione; contro il connubio terapeutico-militare propone la autogestione del proprio corpo per riprendersi la salute come soluzione da indicare per non lasciarsi indebolire e poi recuperare evitando sistemi a loro volta iatrogeni, compresa la quarantena e la restrizione domestica:

Un altro messaggio parla di appalti (Bertolaso e l’ospedale da campo: uno spreco), e chiede a gran voce metodi per reagire…

Poi si affronta il reddito di quarantena e le sue contraddizioni, arrivando ad affrontare l’indebita proposta di utilizzare i soggetti che hanno avuto accesso al reddito di cittadinanza per affrontare le emergenze:

e sempre sulla questione del reddito che servirà soltanto a far salire i consumi e non a far star meglio le persone… bisogna spingere verso la gratuità, più che il reddito:

o i sistemi già in corso di sostegno alla disoccupazione: Pamela, disoccupata, e con l’assegno di disoccupazione che finirà a maggio, si chiede quali forme di resistenza si possono mettere in campo e dunque propone una iniziativa già in piedi per lunedì 23 marzo alle 16,30 su una piattaforma che può essere zoom o mumble o quel che sarà e ci comunica dei numeri di telefono utili per parteciparvi, 349 5407584 / 350 0649143

 

Sul filone delle ruberie un nuovo intervento di uno sfrattato che ricorda uno stato di cose simile agli anni Sessanta: «C’è voluto un virus per far emergere 60 anni di ruberie…», che finisce con l’intrecciarsi di nuovo con l’annosa questione della casa

Un flusso di coscienza raccoglie un po’ di elementi relativi alla repressione, Mitzi legge il messaggio:

 

Dodo, operaio trasfertista metalmeccanico torinese  affronta la questione del lavoro alla grande: a cominciare dalla balla che i padroni avrebbero chiuso per salvaguardare la salute dei lavoratori… non è così: sono stati i lavoratori che hanno deciso unilateralmente di non presentarsi, lavoratori a tempo indeterminato come i braccianti delle campagne. Il 25 marzo Usb ha indetto uno sciopero

Da una ditta “indispensabile” arrivano messaggi che parlano di mascherine da lavare e nessuna sicurezza

Da una considerazione personale relativa al lavoro nel settore della ristorazione e quindi che rientra nel sostegno dato dal governo al comparto turistico ma che è di difficile fruizione, l’ascoltatore allarga l’analisi alla difficoltà a tirare avanti e quindi bisognerà elaborare proposte per rivendicare lotte per ottenere sostegni ed esistenza dignitosa; completa l’intervento proponendo uno studio dei motivi per cui è stato smantellato il sistema di welfare e in particolare proprio del settore sanitario, per cogliere l’unicità del momento:

Un messaggio da Fred, precario della scuola che non ha potuto firmare per l’incarico che avrebbe dovuto iniziare, parla di eventualità di contrapporsi come in Francia con manifestazioni dai balconi e subito dopo si inserisce un altro ascoltatore preoccupato per quello che rimarrà ancora dopo che tutto sarà finito e oltre alla miseria ci lascerà in eredità la legislazione di emergenza:

Di nuovo si affronta la questione della sicurezza, di ciò che capiterà dopo, quando continueranno a mantenere le leggi speciali imposte, contrasti alle manifestazioni che dovranno esserci per il disastro economico in cui verseremo, dopo l’intervento dell’ascoltatore preoccupato che non si riesca a resistere a questa repressione che proseguirà, riprende subito la questione una compagna ultrasessantenne che ricorda anche lei gli anni di piombo e gli strascichi di stretta repressiva da questi lasciati… e da qui si passa alle produzioni di armi utili per il controllo militarizzato del territorio 

una considerazione allarga l’analisi ai condizionamenti tra economico e politico: l’economico nella logica capitalista continua a esistere e molti lavoratori vengono sacrificati e continua il condizionamento del politico, che però in questo periodo si sta riprendendo uno spazio di governo. Dall’altro lato c’è un enorme potere scientifico di intervento sulla politica, decidendo sulla vita di tutti in base a teorie spesso contapposte, contribuendo al controllo invasivo:

La paranoia mi sta alle calcagna, un messaggio da Palermo, che stigmatizza i messaggi per strada che creano panico e invitano a rinchiudersi ancora più dentro le case, «Il vero problema è quando la gente non ha più soldi per la spesa»… e il grido militare “state a casa” giunge come un eco fino in Aurora a Torino dove stanno passando camionette similgolpiste, che ottengono risposte immediate nelle reazioni isteriche.

E allora agganciandosi alle pratiche alternative di cura e ripensando alle difficoltà lavorative che erano già presenti prima e che saranno più marcate dopo, si sente in questo intervento il problema di non provare fiducia in nessuno, neanche di chi è nella tua stessa situazione: solidarietà di classe, anzi si innescano meccanismi infami di delazione:

Il delirio delle trasformazioni umane va al di là persino delle forme di delazione classiche; Francesco usa come paradigma emblematico di quello che capita nelle menti ormai deprivate dal martellamento mediatico un episodio a cui ha assistito nelel vie deserte di Torino. Esemplificazione di come il modello di liberismo autoritario si trasferisce in una dog sitter che cerca consenso alla sua stigmatizzazione ai danni di due genitori che stavano passeggiando nel deserto con il loro figlio…

 

 


Eravamo partiti da qui:

Di qui l’urgenza di indire questa assemblea…

Cosa ne pensi della situazione che stai vivendo?

Stai continuando a lavorare? In situazione protetta?

Non stai più lavorando? Come campi se non hai più un lavoro?

La casa è sempre un luogo sicuro? E chi una casa non ce l’ha?

Come ti sei organizzato se hai bambini a casa?

Cosa sta accadendo nelle carceri, nei Cpr, nelle comunità terapeutiche?

Come mai non vengono precettate le cliniche private a prestare servizio pubblico?

Se una app potesse proteggerti dalla pandemia la useresti?

Da questo stato di emergenza si tornerà indietro?

Ti sembra che sia in corso una guerra?

Parliamone insieme


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