La guerra non va ai domiciliari

Scritto dasu 17 Marzo 2020

Ogni giorno l’Italia spende 70 milioni di euro al giorno per armamenti, missioni all’estero, basi militari, esercitazioni. E’ probabile che la spesa, nascosta in tanti capitoli, sia maggiore.

Anche in questi giorni, mentre la gente muore per mancanza di posti in rianimazione, si ammala per assenza di prevenzione, la spesa militare non viene toccata. Anzi. L’imponente esercitazione militare “Defence Europe”, sebbene ridimensionata si svolgerà lo stesso. In questi giorni, dall’aeroporto militare di Ameldolia, sono partiti cacciabombardieri diretti negli Stati Uniti per un gioco di guerra.
Mentre in Italia siamo tutti ai domiciliari, gli assassini in divisa continuano ad allenarsi alla guerra.
I militari italiani all’estero continuano ad occupare territori in Iraq, Libano, Afganistan, Niger.
Nel nostro paese i militari sono diventati poliziotti: il processo di osmosi cominciato qualche decennio fa arriva a compimento. La guerra non si ferma. Missioni militari, esercitazioni, poligoni di tiro vanno a pieno ritmo. É la guerra ai poveri al tempo del Covid 19.
Il governo con la complicità dei media provano ad arruolare tutti gli italiani costretti ai domiciliari

Ne abbiamo parlato con Antonio Mazzeo, antimilitarista, insegnante e blogger

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