Il caffè turco con Murat: FinCen leaks

Scritto dasu 4 Ottobre 2020

Hanno toccato ogni angolo di finanza globale, coinvolgendo tutte le banche più importanti del mondo. Icij (Consorzio internazionale di giornalismo investigativo). Sono i nuovi files del gruppo di giornalisti di inchiesta che già avevano scatenato i Panama Papers, i leaks che scoperchiarono sistemi di riciclaggio e pulizia di capitali per 2099 miliardi di dollari. Ne aveva parlato “Il Fatto”, unico quotidiano italiano a riportare la notizia di un flusso di denaro ininterrotto trasferito per conto di oligarchi russi, uomini vicini a Trump ed Erdoğan, dittatori e narcos… tra gli istituti Deutsche Bank, Danske Bank, Standard& Poors, JPMorgan, Unicredit.

Alcuni documenti trapelati in rete contengono gravi accuse di riciclaggio contro i principali istituti bancari globali e l’attivismo turco non può che ripercuotersi anche in questo settore. Di questo parliamo con Murat in questo secondo appuntamento per il caffè delle 9,30 del giovedì su Radio Blackout, un appuntamento introdotto dal duo Gentleman X Ezhel che Murat ci spiega raccontandoci i guai giudiziari e l’afflato di libertà… poi si entra in media res con i financial crime scoperchiati dalla fuga di notizie che ci portano a parlare di grosse infrastrutture legate alla famiglia di Erdoğan e di lì anche a sovvenzioni a Talebani: insomma il saccheggio del paese e il tracollo dela Lira lo testimonia, costringendo il governo turco a bruciare le riserve in valuta pregiata.

E le privatizzazioni conseguenti per fare cassa conducono dritte agli interessi caucasici con l’acquisizione della azienda nazionale turca da parte di quella azera (la Sokar): uno dei traffici era la compravendita illegale di gas e petrolio siriano al di là delle sanzioni internazionali (e della guerra portata ad Assad).

Tutti giocano sporco. Ma sentite nomi, situazioni, ruberie, alleanze estemporanee, saccheggi finanziari di roba pubblica dalla viva voce di Murat Cinar:


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