Il caffè turco con Murat: il controllo su ogni notizia come sulle relazioni internazionali

Scritto dasu 12 Novembre 2020

Questa volta incorporiamo il pezzo musicale immaginato da Murat nel podcast, perché ci convince particolarmente la storia del compositore, perché ha eseguito l’inno dei lavoratori il Primo Maggio in piazza TAksim dopo decenni che era proibito, perché il pezzo inneggia alla vita dionisiaca, esplicitamente al  le libagioni… E poi torna utile lasciare la parte introduttiva, perché significava poter capire riferimenti poi non ripetuti, quindi il podcast è un po’ lungo, ma denso e comprende anche pause musicali apprezzabili.

Murat ha inserito il suo discroso all’interno della operazione conclusa nel Caucaso, con la conseguente fuga degli armeni da Istnbul; gli accordi ancora attivi tra Russia, Turchia e Iran con l’intento di tenere fuori dal Mediterraneo le potenze “occiddentali”, il vertice di Antalya per salvaguardare la supremazia turca sui Balcani, il Kosovo in particolare; le sanzioni per le trivellazioni non consentite nel Mediterraneo orientale e il tracollo della Lira, con il corredo di dimissioni di Albayrak – rampollo di buona famiglia, potentissimo ministro delle finanze e satrapo in Somalia –, il genero di Erdogan, sacrificato alla crisi e alla miseria. In particolare si è analizzato quali sono le conseguenze delle elezioni americane sugli interessi turchi, i capovolgimenti di fronti e di alleanze, l’acquisto di armamenti di un tipo o di un altro, da un fornitore o da un altro… e poi la sospensione surreale delle dichiarazioni relative alle suddette dimissioni, che in patria i media  quasi del tutto controllati dal presidente-suocero non hanno rivelato per un’intera giornata, finché hanno ricevuto il placet dai palazzi del potere.

Da ultimo, con quali dolci si consuma il caffè turco?


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