Hiv tra sierofobia e stigma

Scritto dasu 5 Dicembre 2023

Il primo dicembre è stata la Giornata mondiale per la lotta all’Aids/Hiv. Secondo gli ultimi dati dell’Istituto Superiore di Sanità nel 2022 sono state effettuate 1.888 nuove diagnosi di infezione da Hiv, pari a 3,2 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza osservata in Italia è inferiore rispetto alla media dei Paesi dell’Europa occidentale e dell’Unione Europea (5,1 nuove diagnosi per 100.000 residenti) e la distribuzione delle nuove diagnosi di infezione da Hiv per modalità di trasmissione mostra come “dal 2012 al 2022 il numero più elevato è attribuibile alla trasmissione sessuale.
Secondo la Lila, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids, tra i problemi principali legati al tema ci sono scarsa informazione, errata percezione del rischio e paura dello stigma.
Quello che manca è un vulnus sanitario, sociale e culturale che permetta l’eliminazione delle diagnosi tardive: quasi il 60% di chi ha saputo di aver contratto l’Hiv nel 2022 era in una condizione clinica già molto compromessa o addirittura in Aids.
È quindi cruciale che vi sia un discorso pubblico sulla sierofobia, che rompa il silenzio che circonda l’Hiv, divulgando informazioni aggiornate per contrastare lo stigma che grava sulle persone che vivono con Hiv.
Pochi sanno che chi è in Hiv e in terapia non trasmette più il virus e che questo non si trasmette con contatto basico e uso di oggetti, baci e oggi grazie a U=U e TASP (Trattamento come Prevenzione, la strategia di prevenzione globale dell’infezione da Hiv basata sulla somministrazione della terapia combinata antiretrovirale Haart alle persone che vivono con l’Hiv) neanche tramite sesso e gravidanza.
Ne
abbiamo parlato con Sbrock, tra i conduttori di “Malormone” sulle libere frequenze di Blackout

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