ASPETTANDO LA FASE 2 – VOCI DALL’ANTROPOCENE #20 – 20/04/20

Mano a mano che si è capito che non avremmo vinto la battaglia contro il corona virus, il dibattito ha iniziato a spostarsi non tanto sull’opportunità di aprire, cosa data per scontata a tanti livelli, quanto sulle modalità con cui aprire; e d’altronde si muore anche di povertà e di precarietà, non solo di epidemia.

In parecchi stati Usa, ma con più forza dove all’atomizzazione sociale si somma il dato storico dell’insofferenza per lo stato centrale, si sono avute manifestazioni più o meno ampie ma comunque significative contro il lockdown, ovviamente incoraggiate da Trump…

Sulla paura di non farcela a rialzarsi, si è velocemente propagato il virus della riapertura a tutti i costi, spinto anche dalle pressioni del resto del mondo, dove innanzitutto non si è chiuso radicalmente come in Italia e anche dove questo si è verificato, si è comunque chiuso dopo… eppure… si vuole riaprire prima!!! La ragione economica è tornata a gridare forte ma in realtà non aveva mai smesso come ci insegnano il caso delle RSA e in generale il disastro della Lombardia e della Bergamasca (e oggi quello del Piemonte…) che hanno disintegrato velocemente l’idea ben radicata che in un’emergenza sanitaria fosse meglio vivere al nord che al sud.

Le voci dall’Antropocene sono oggi quelle di un infermiere che lavora nel milanese, dove è anche rappresentante sindacale, per ragionare della prevedibile strage nelle RSA e delle assenze di tutele per i lavoratori della sanità, che permangono. La seconda è una voce storica del movimento NoTav, che per la sua attività politica si trova ad essere semilibero e ci racconta quello spaccato del carcere delle Vallette e in generale di un’altra categoria di sacrificabili tra gli ultimi. La terza voce è quella di Valerio, un informatico molto attivo su Twitter, dove in questi giorni si è impegnato a spiegare le molte opacità intorno all’applicazione Immuni che entrerà in vigore in Italia.

 




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