Ferite della Corona-Crisi – VOCI DALL’ANTROPOCENE #17 – 30/03/20

Col passare delle settimane, la gestione della pandemia si normalizza nel quotidiano, con l’appuntamento fisso con il computo dei morti e l’inizio di un’abbassamento (così ci viene raccontato) della curva epidemica, non fosse per quell’ammontare fuori misura di decessi che in alcune parti del paese (province bergamasca e bresciana – dov’è concentrato il grosso della produzione manifatturiera lombarda) assume tratti disastrosi, che gridano vendetta.

La pandemia da Coronavirus diventa sintomo della crisi di un’intera civiltà che, al netto della produzione di un’immensa ricchezza sociale, è in crisi nel produrre mascherine e respiratori portatili.  Un sistema in panne per l’incapacità di attrezzare un’adeguata prevenzione di base, frutto dello smantellamento programmatico della Sanità (in atto dagli States alla Cina, passando per l’Europa) si trova ora costretto a mettere mano al portafogli per “forze di causa maggiore”, nella speranza di reggere oggi (e far ripartire domani) un modello di Economia e Società che ha mostrato tutta la sua insostenibilità nel garantire la riproduzione e la cura della vita.

Una serie di contributi, in sequenza, discuterà alcuni degli aspetti sopra enunciati: I) un compagno della redazione di Bg Report, sito bergamasco che per primo ha denunciato le connivenze e responsabilità di una strage che si poteva evitare; II) uno specializzando che sta lavorando nelle corsie di emergenza di un ospedale del Nord Italia; III) Gina De Angeli, infermiera che tra le prime ha denunciato le condizioni di lavoro e ricatto cui sono sottoposti i lavoratori, rifiutandone la beatificazione ipocrita (Coronavirus ? No Grazie IO NON CI STO);  IV) una chiacchierata con Dario Di Conzo, specializzando in studi macro-economici e relazioni internazionali.

Buon ascolto!




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