Presentazione del gruppo Trùc: escursionismo politico a Torino

Mercoledì 13 marzo abbiamo parlato del gruppo d’escursionismo politico Trùc, una realtà che avevamo già presentato più approfonditamente con il vecchio nome di Ape Torino (ascolta il podcast precedente qui https://radioblackout.org/podcast/nasce-a-p-e-torino-associazione-proletari-escursionisti), che si occupa di tematiche legate alla montagna. L’attività di escursionismo, con l’organizzazione di gite prevalentemente nelle valli delle Alpi occidentali, vuole unire l’aspetto ludico del camminare in montagna e dello stare insieme, alle tematiche politiche, sociali, storiche o culturali legate al territorio attraversato. Durante le escursioni si cerca il più possibile di camminare assieme, senza delegare scelta del percorso, conoscenza dei sentieri e supporto logistico a nessun*, per un’autogestione e orizzontalità considerate fondamentali all’interno del gruppo. Ci siamo fatti spiegare da dove deriva questo nuovo nome, che cambia la forma ma non la sostanza di quest’attività e abbiamo presentato l’iniziativa del 16 marzo a Clapie, Cels, frazione di Exilles in Valsusa.

Qui sotto il testo di presentazione del gruppo

Nelle Alpi occidentali il trùc indica una sella montuosa, un picco o una guglia rocciosa di media montagna.

Rappresenta di per sé un terrazzo, un punto di osservazione privilegiato da cui guardare l’ambiente

circostante e spesso anche ultima resistenza e rifugio nei conflitti che da sempre hanno segnato le

montagne.

Dal trùc si godono i panorami, si coglie con maggior consapevolezza il senso del territorio, ci si lascia più facilmente coinvolgere dalle sue suggestioni.

Il trùc per noi rappresenta un luogo fisico in cui fare una sosta e ritrovarsi, ma anche uno spazio di

condivisione e discussione delle prospettive che attraversano le nostre camminate.

Camminare restituisce la possibilità di sperimentare uno spazio e un tempo sufficientemente

dilata in cui è possibile relazionarsi, stare insieme, pensare e agire. Camminare significa anche

parlare, scambiare idee, proposte, conoscenze e metodi. Camminare non significa per forza

arrivare da un luogo a un altro, ma donare senso a ogni punto dello spazio attraversato nel

percorso. Consideriamo importante che sia la conformazione, l’accessibilità o meno dello spazio a

renderlo attraversabile, e non solamente gli strumenti e la tecnologia posseduta. Per questo

puntiamo a camminare con un ritmo non competitivo che si adegui alle condizioni morfologiche e

atmosferiche del territorio a attraversato da ciascuna escursione.

Il gruppo non è regolato da tessere o statuti, vuole essere una dimensione di libera aggregazione

connotata da orizzontalità e informalità. Un’unione collettiva nella quale non si va a perdere la

diversità di ognuno, ma anzi la si amplifica, ed essa si arricchisce e contribuisce a valorizzare

l’esperienza del gruppo. C’è spazio per tutti ma non per chi discrimina: non accettiamo

comportamenti oppressivi e tesi a limitare la libertà altrui.

Sentiamo oggi il bisogno di contrapporci all’imperante sfruttamento della montagna, al suo

consumo e mercificazione, come già cento anni fa vi era la necessità di contrapporsi all’approccio

dominante di alpinismo ed escursionismo, espressione della classe benestante che tramite il mito

della conquista della vetta e del dominio sulla natura affermava il proprio potere sulla società.

Le montagne, le vette e la terra tutta sono spesso viste in funzione di conquista e di colonizzazione,

che di fatto impongono la narrazione di una dimensione di proprietà, determinandone le

possibilità di accesso e a attraversamento. Questo gruppo, invece, vuole veicolare il senso che questi luoghi debbano essere vissuti con la possibilità e la libertà di essere percorsi da tutti e conquistati da nessuno.

Il nostro desiderio e la nostra volontà vanno nella direzione di conoscere la montagna, le sue

storie, le sue culture, e le persone che vi abitano. Senza volerlo mitizzare, crediamo fortemente

nell’ambiente montano come luogo di possibilità, che sia in passato che nel presente ha permesso

e può permettere di sviluppare delle forme altre di autorganizzazione, di rapporti, di

riconoscimento dei propri bisogni e di soddisfacimento in prima persona degli stessi.

Noi non portiamo nessuno in montagna, ma ci andiamo insieme, e richiediamo che ognuno sia

responsabile di sé stesso e rispettoso degli altri e dell’ambiente.

Per info sulle prossime iniziative e per iscriverti alla newsletter scrivi a truc.torino@inventati.org

E qui l’audio della puntata:




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