Riscaldamento globale: riflessioni più o meno profonde -VOCI DALL’ANTROPOCENE #11 – 10/02/20

 

 

 

 

 

In questa puntata “Voci dall’Antropocene” allungherà le sue antenne verso l’Antartide per constatare l’ennesimo spaventoso record legato ai cambiamenti climatici. La base argentina di Esperanza ha registrato 18,3° di temperatura, superando il precedente record di 17,5° segnato appena cinque anni fa. Se questi fenomeni presi singolarmente non ci dicono granché, messi insieme evidenziano una catastrofica tendenza al riscaldamento.

Ascolteremo poi le voci di ragazzi e ragazze che da punti di visti molto diversi, ma da simile posizione socioculturale, provano a ragionare sulla realtà dei cambiamenti climatici. Per quanto non vi siano tra gli intervistati veri e propri negazionisti, rileviamo una gamma di accenti abbastanza variegata. Si va dal consumatore felice che non vuole essere colpevolizzato, all’attivista vegana che pone grande importanza sui comportamenti individuali, al liberista in salsa “there is no alternative”. Ognuno col suo sguardo ci racconta qualcosa della percezione che abbiamo di questo disastro. Nessuno avverte o esplicita la possibilità che di tempo per invertire la rotta non ce ne sia più, nessuno mette in discussione la scienza come potere nient’affatto autonomo, nessuno sottolinea come il benessere del Nord globale sia collegato alla violenza coloniale.

Infine vi offriremo alcuni spunti presi dalla lunga intervista che Silvia Federici ha rilasciato recentemente e che trovate integralmente qui ( Quello che Marx non ha visto). A noi è interessato evidenziare la lettura che la Federici fa della scarsa o nulla attenzione di Marx per le dinamiche riproduttive e per quanto dell’attività umana sfugge al concetto di lavoro salariato (ma non al concetto di capitale). Una critica del Marx progressista e scientista, quello che, non sempre a torto a nostro avviso, crede nella forza rivoluzionaria e necessaria del capitale.

 




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