neuroscienze

Un articolo apparso su La Stampa di ieri (qui il link) dipinge scenari fantascientifici sulle guerre di domani: soldati sottoposti a stimolazioni elettromagnetiche cerebrali diventerebbero perfette macchine da guerra in grado di individuare cecchini, mine antiuomo, bombe e obiettivi strategici con una rapidità doppia rispetto a soldati non neurologicamente trattati.

Il rapporto tra guerra e neuroscienze ripropone il tema dei legami tra ricerca scientifica e guerra, tra sperimentazione ed etica, tra controllo statale e controllo dal basso.
Ne abbiamo parlato con Paolo Iervese, esperto di neuroscienze.


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