La lotta in difesa degli asili nido a Torino

Scritto dasu 7 Feb 2012

Dall’insediamento del governo Monti sono stati attuati diversi  provvedimenti dovuti in gran parte ai diktat europei.  Oggi il comune di Torino si trova ad affrontare i provvedimenti “anti-crisi” con grandissime difficoltà nella gestione delle sue risorse sia in termini di personale sia in termini economici. Ai tagli continui che ci stanno imponendo si aggiungono le misure imposte alla città dato che Fassino, a fine 2011, non ha rispettato il cosiddetto patto di stabilità andando incontro a due sanzioni: 30 milioni di euro in meno di finanziamenti e blocco assoluto di assunzioni nella Pubblica Amministrazione.  A rimetterci sono i tanti disoccupati in attesa di un impiego e i cittadini, destinatari di servizi sempre più carenti, quando ancora esistono. Negli asili nido e nelle scuole materne questa combinazione di eventi rende la situazione drammatica: le assenze delle educatrici non vengono coperte (nessuna, nemmeno quelle lunghe come ad esempio la maternità), mettendo in enorme difficoltà le educatrici presenti che devono quotidianamente rivedere la loro organizzazione facendo straordinari non retribuiti o le famiglie, i cui genitori devono andare a prendere i bambini “sempre prima” e portarli “sempre dopo” perché in alcune fasce orarie il servizio non può essere garantito. Ascoltate la diretta con Luca Preti, uno dei genitori che si stanno organizzando per far valere il diritto a usufruire di sevizi decenti, ma senza esimersi dal riflettere su tutte le implicazioni del momento storico che la città attraversa e sulla nefasta eredità postolimpica di un’amministrazione che ha provato a essere grandeur, si trova con le pezze al culo e scarica i disagi sulle persone.

Ascolta l’intervista con Luca, genitore e utente di un nido comunale, attivo nella battaglia

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