Torino. Resistenza agli sfratti

Scritto dasu 19 Giugno 2012

Una lunga giornata di resistenza agli sfratti a Torino, dove da un paio di anni si è sviluppato un movimento di resistenza agli sfratti, che contrasta le operazioni di polizia e ufficiali giudiziari.
La Questura ha provato a mettere in difficoltà il movimento concentrando in una sola giornata numerosi sgomberi. Non ci è riuscita.
Intorno alle sette del mattino la polizia carica i solidali nell’androne di una palazzina di corso Cosenza e sfratta una donna e i suoi due bambini. Le cose vanno meglio in via Montanaro dove la polizia fa marcia indietro e gli inquilini ottengono una proroga sino a settembre. La protesta si sposta in via Cuneo: anche qui lo sfratto viene rinviato.

Ascolta le dirette della mattinata.

Dario da corso Cosenza: [audio:https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/06/Dario-def.mp3|titles=Dario def]

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Andrea da via Montanaro: [audio:https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/06/Andrea.mp3|titles=Andrea]

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Di seguito il comunicato sullo sfratto in corso Cosenza

Questa mattina in corso Cosenza 142, nella periferia torinese, è stato eseguito l’ennesimo sfratto che ha costretto per strada un’altra famiglia vittima della crisi e di politiche sorde ai diritti ed alle
esigenze sociali.
Una trentina di persone e amici solidali nella lotta per il diritto alla casa si erano dati appuntamento all’alba davanti al portone per impedire lo sfratto.
Armati di striscioni e tamburi si sono opposti alla raffinatissima strategia militare ordita dalle diaboliche menti delle forze del disordine.
Diverse camionette sono sopraggiunte da una via laterale e gli antisommossa sono corsi velocemente all’ingresso. Mentre un battaglione cercava di farsi strada dalla porta principale, un altro passava dal retro dove gli astuti digossini, che avevano dormito, ospitati, nel palazzo, hanno potuto aprire la porta dall’interno.
I resistenti si sono quindi trovati stretti tra due fronti, ed essendo anche numericamente inferiori sono stati fisicamente spostati dall’androne con spinte e calci e qualche manganellata.
Il tutto si è concluso con qualche livido e una famiglia con 2 bambini per strada.     
 
Hedia e il marito sono costretti ad arrangiarsi con lavori precari.
A causa della burocrazia e delle norme sempre più restrittive hanno gravi difficoltà a rinnovare il permesso di soggiorno e questo rende ancora più difficile la possibilità di accedere a qualsiasi forma di reddito e di conseguenza a poter pagare l’affitto.
A sua volta l’assenza di reddito rende pressoché impossibile rinnovare il permesso di soggiorno.
 La casa è un diritto, la dignità non si sfratta.

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