Gas e idranti. I No Tav non mollano

Scritto dasu 15 Novembre 2012

Mercoledì 14 novembre. Nei pressi dell’uscita autostradale di Susa sulla statale 25, viene piazzata una trivella, mentre l’area è chiusa da jersey e militarizzata. Siamo di fronte al presidio No Tav, in frazione S. Giuliano, dove alle 18, dopo un’assemblea i No Tav decidono di fare battiture, occupando contemporaneamente la statale parallela.
I No Tav si radunano di fronte allo schieramento di polizia e fanno una battitura. Intorno alle otto meno un quarto la polizia comincia sparare lacrimogeni.
I No Tav non se vanno.
Da una parte i manifestanti che bloccano le due statali, fanno battiture, intonano slogan, dall’altra la polizia che bagna con gli idranti e gasa sino a rendere irrespirabile l’aria.
I lacrimogeni arriveranno sin nelle case della frazione S. Giuliano, la zona di Susa destinata ad diventare cantiere Tav.
Questa mattina le trivelle sono state smontate e pare che entro il pomeriggio la zona venga lasciata libera. Possibile che le trivelle vengano spostate a S. Giuliano e a Venaus.
L’appuntamento per fare il punto e decidere nuove iniziative è per le 18 di oggi al presidio di Susa.

Ascolta l’intervista a Mario Fontana del presidio internazionale di Susa: [audio:https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/11/2012-11-15-no-tav-trivelle-mario-fontana.mp3|titles=2012 11 15 no tav trivelle mario fontana]

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