La crisi di Israele e il movimento ODS (One Democratic State)

Scritto dasu 26 Novembre 2012

A qualche giorno dal cessate il fuoco a Gaza, una valutazione della situazione in Palestina da parte di Alfredo Tradardi, di ISM-Italia (www.ism-italia.org). Secondo Alfredo si è trattata di una sostanziale sconfitta israeliana, dal punto di vista militare e anche delle prospettive politiche. Da parte dello stato sionista c’è una incapacità di comprendere come le dinamiche stiano cambiando e non vi sia più spazio per la sua volontà arrogante e dominatrice. Gli Stati Uniti, che hanno compiuto esercitazioni militari congiunte con Israele proprio nei giorni precedenti l’aggressione, sono intervenuti anche con un occhio alle prossime elezioni israeliane, e puntano a sostituire un Netanyahu a loro inviso. In Italia da segnalare il commento di Piergiorgio Odifreddi, che ha definito gli israeliani peggio dei nazisti e in seguito a ciò ha interrotto la sua collaborazione con Repubblica. Il ruolo dell’Egitto e del mondo arabo, il crescente peso di Hamas e quello sempre più marginale dell’ANP sono sintomo che qualcosa di importante si sta muovendo nell’area.

In questo contesto si inserisce il lavoro e la prospettiva del movimento ODS (One Democratic State), che continua lentamente la sua opera per un futuro di giustizia e di libertà per il popolo palestinese e per tutti i popoli del Medioriente.

In conclusione, qualche battuta sul ritardo del movimento di solidarietà con la Palestina in Italia, dove dominano ancora in molta parte della sinistra concezioni filosioniste come quella due popoli – due stati.

Ascolta e/ scarica l’intervista, in onda in diretta domenica 25 novembre:

TradardisuGaza25.11


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